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domenica 18 marzo 2012

Cake pops con panettone al mandarino e zabaione al cointreau


Se la moda alimentare del 2011 veniva dalla Francia con le sembianze dei macarons, quella del 2012 sembra venire dagli States sotto forma di mini torte monoporzione con stecco: i cake pops. I dolcetti che vi propongo oggi probabilmente hanno solo lo stecco in comune con gli originali quindi diciamo che mi sono lasciata liberamente ispirare!


Invece del pan di spagna o di qualsiasi altra preparazione base per torte ho utilizzato un panettone, non uno qualsiasi, ma uno specialissimo e profumatissimo: il panettone al mandarino tardivo di Ciaculli del pasticcere Loison (quindi non pensate minimamente che questa sia una ricetta utile per riciclare panettone avanzato perchè di panettoni come questi non ne rimane mai una briciola). Come ripieno ho preparato una crema di zabaione al cointreau (sono proprio in fase agrumi) e ho ricoperto il tutto con della glassa al cioccolato fondente.


Per rendere la sfera di ogni cake pops più regolare e compatta si dovrebbe sbriciolare l'impasto base, mescolarlo con la crema, la marmellata, il frosting o simili e formare delle palline pressando con le mani. Io però avevo a disposizione una "base" estremamente nobile e mi sembrava uno scempio farlo, così, con l'aiuto di un dosatore per gelati, ho prevelato delle semisfere dal panettone intero facendo attenzione a prendere sempre la parte esterna più cotta e liscia per far si che non si sbriciolassero. In questo modo i cake pops sono rimasti soffici e il sapore della crema non ha coperto quello dei famosi mandarini siciliani.


Ora immagino vi starete chiedendo come mai a marzo avevo un panettone in casa. In realtà non ne avevo uno ma quattro e uno più buono dell'altro. Girovagando per il web tra siti mangerecci vari ho conosciuto il signor Loison, ho visto il suo sito e mi sono innamorata dei cataloghi dei suoi prodotti, così curati e pieni di bellissime foto... e lui gentilmente ha voluto farmi provare anche i prodotti inviandomi a casa 4 dei suoi tanti panettoni (ne produce circa 80 tipi): uno all'amarena, uno al prosecco d.o.c. di Valdobbiadene, uno al fico dottato di Calabria e uno al mandarino tardivo di Ciaculli (notare che vengono utilizzati prodotti con presidio Slow Food). Per tutti i suoi panettoni utilizza solo vaniglia naturale del Madagascar (e si vede bene perchè nell'impasto si notano facilmente dei piccoli puntini neri), uva sultanina turca, canditi degli agrumi del sud Italia, uova fresche di giornata, burro di allevamenti montani ed il raffreddamento avviene a temperatura ambiente per sei-otto ore senza nessuna forzatura industriale.


Devo dire che l'attenzione data all'estetica e al packaging non è da meno di quella riservata agli ingredienti. Ogni panettone è confezionato con scatole eleganti e raffinate, essenziali e dai colori tenui e il dettaglio non da poco è che ognuno è accompagnato da una scheda di degustazione divisa tra analisi visiva, gustativa, tattile, olfattiva ed emozionale che si può compilare e volendo anche reinviare al produttore per renderlo partecipe dei propri commenti e giudizi sul prodotto. Inoltre in tutti gli involucri è scritta la seguente frase di Goldoni: "La gola è un vizio che non finisce mai, ed è quel vizio che cresce sempre quanto più l'uomo invecchia."


Tra i quattro quello al mandarino tardivo è stato quello che ho apprezzato maggiormente (l'aroma fresco e dolce al tempo stesso si sente già in modo forte solo aprendo la scatola con il panettone ancora incartato) subito seguito dal panettone al prosecco, un'altra meraviglia di profumo e sapore. Il signor Loison ha puntato così tanto sul panettone da aprire un sito completamente dedicato che raccoglie ricette varie e insolite che utilizzano questo dolce come ingrediente: "insolito panettone", ed è proprio grazie a questo sito che ho conosciuto virtualmente la pasticceria Loison che ringrazio ancora per questi splendidi e golosissimi doni.


Dosi per : 6 cake pops      Difficoltà : facile     Tempo : 25 min
Ingredienti :
  • 250 gr di panettone al mandarino
  • 2 tuorli
  • 140 gr di zucchero
  • 20 ml di cointreau
  • 200 gr di cioccolato fondente
  • 100 ml d'acqua
Procedimento : 
Ricavate 12 semisfere dal panettone (partendo dala parte più cotta superiore e non dall'interno) e pressatele leggermente con le mani per evitare che si sbriciolino. Preparate la crema allo zabaione sbattendo 40 gr di zucchero con i tuorli fino a formare una crema spumosa e liscia. Unite il cointreau un po' alla volta continuando a sbattere. Mettete sul fuoco una pentola abbastanza grande riempita per un terzo d'acqua facendo attenzione a farla diventare molto calda senza farla bollire. Versate il composto in una piccola pentola ed immergetela a bagnomaria nella pentola più grande che avete messo precedentemente sul fuoco. Mescolate con lo sbattitore elettrico o con la frusta per 10-15 minuti fino ad addensamento della crema (durante tutto il procedimento l'acqua non deve mai bollire). Lasciatela raffreddare completamente mescolando ogni tanto per non far depositare il liquore sul fondo. Spalmate un po' di crema nella parte piatta di una delle semisfere e unite una seconda semisfera premendo con le mani per farle aderire. Infilzate uno stecco nella pallina perpendicolarmente al taglio tra le due semisfere (altimenti il cake pops cederà facilmente) e ripete il procedimento fino ad avere 6 pops. Ora preparate la glassa. Fate sciogliere i restanti 100 gr di zucchero con l'acqua fino a creare uno sciroppo, aggiungete il cioccolato spezzettato e fatelo sciogliere a fuoco basso mescolando continuamente. Appena il cioccolato acquista la giusta densità togliete dalla fiamma e mescolate ancora. Immergete i pops nella glassa ancora morbida e calda e lasciateli colare in una gratella fino a completo raffreddamento e solidificazione.
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martedì 8 novembre 2011

Torta Nera (aka Moka) di Davide per il mio compleanno


Ieri, anzi l'altro ieri oramai, è stato il mio compleanno. A dire la verità non riesco mai ad entusiasmarmi molto nel giorno della mia festa, mi sembra un giorno come un altro in cui però mi ritrovo sempre a fare una sorta di resoconto mentale dell'anno passato (come fosse il mio capodanno personale) e non sono mai soddisfatta. Vorrei aver avuto più occasioni, più tempo, più possibilità, più scelta di poter fare quello che mi piace e di poter vivere facendo solo il lavoro che mi interessa di più. Ma vivo in Italia, in un periodo che è quello che è, e cocciutamente non me ne voglio andare, così tengo duro e penso che l'anno prossimo magari un passetto in avanti in più lo farò. C'è anche da dire che ogni anno il meteo mette un bel carico a questa mia botta di allegria. Ho pochi ricordi di 6 novembre soleggiati ma ne ho tanti di piogge, temporali e nebbie. Non che mi dispiaccia troppo in realtà. Ci sono affezionata e d'altronde qualcosa vorrà dire se nel giorno in cui sono nata, il mio paesino d'origine fu invaso da vento, pioggia e fulmini. Il 6 novembre di quest'anno non ha fatto eccezione, e proprio nel momento esatto in cui avevo deciso di uscire per comprare gli ingredienti mancanti per prepararmi una torta speciale, manco a dirlo si presentano vento, nuovole nere enormi e dopo un pò un bell'acquazzone. Il risultato è stato questo: niente torta, film pomeridiano francese in costume di ben 3 ore, coperta e tè caldo... ma avevo sottovalutato una cosa: gli amici. Ed è così che alle dieci di sera suona il campanello Davide (aka Bambi) con un regalo per me... la sua torta nera appena fatta e impacchettata dentro una bella e minimal carta da disegno ingiallita ed invecchiata! Vado a prendere il liquore di cioccolato al rum che da tanto aspettava un'occasione degna, pensando che, alla fine, pochi ma buoni è sempre la cosa migliore. Grazie ancora Bambi!


P.S.: Per dovere di cronaca e per dovuta promessa a Davide, vi informo che la crepa che vedete nella torta si è formata in piccola parte durante il trasporto, e in gran parte per colpa mia mentre toglievo la torta dal vassoio per fotografarla. Comunque secondo me questo non ha fatto altro che renderla ancora più bella e rustica quindi, Davide caro, non ti preoccupare. Me ne prendo tutta la colpa... e il merito! ;-)


Dosi per : 5-6 persone    Difficoltà : facile    Tempo : 20 min + 40 min di forno
Ingredienti per l'impasto:
  • 2 uova
  • 250 gr di zucchero
  • 250 ml di latte
  • 200 gr di farina 00
  • 125 gr di cacao amaro in polvere
  • 1 bustina di lievito per dolci
Ingredienti per la crema moka :
  • 100 gr di burro
  • 100 gr di zucchero a velo
  • 2 tuorli d'uovo
  • 1 tazzina di caffè
Procedimento : 
Per l'impasto - prendete le uova e dividete i tuorli dagli albumi. Sbattete i tuorli con lo zucchero e gradualmente versare il latte. Aggiungete la farina, il lievito, il cacao e gli albumi precedentemente montati a neve. Versate il contenuto in una teglia imburrata ed infornate a 180° per 40-45 min. Quando il composto è pronto sfornatelo, lasciatelo raffreddare completamente e tagliatelo a metà.

Per la crema -
montate i tuorli e aggiungete lo zucchero a velo continuando a mescolare. Successivamente aggiungete anche il burro a temperatura ambiente e subito dopo una tazzina di caffè tiepido.

Spalmate la crema su una delle due metà del composto e adagiate sopra l'altra metà. Se la torta non viene consumata subito deve essere conservata in frigorifero per evitare l'eccesivo ammorbidimento della crema dovuto allo scioglimento del burro che contiene.


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mercoledì 11 maggio 2011

Cake marmorizzato al cacao in doppia versione


La settimana scorsa, mentre preparavo un classico cake marmorizzato per la colazione, pensavo alla spropositata quantità di burro che di solito usiamo per fare i dolci... per uno così ne servono ben 250gr!  Per alcuni tipi di dolci però le ricette prevedono l'utilizzo di olio e allora mi sono chiesta il perchè e che cosa cambiasse in pratica. Così ho preparato una seconda versione del cake utilizzando olio e acqua al posto di burro e latte e ho infornato questo secondo composto sperando che non si rivelasse un fallimento. Per fortuna è andato a buon fine, talemente a buon fine che ora lo realizzerò sempre così! Dato che dovevo scrivere il nuovo articolo per la rubrica che gestisco su "L'infiltrato", ho pensato di parlare proprio di questo e delle differenze tra olio e burro, di quello che comporta utilizzarli in un impasto e mangiarli. Vi riporto l'articolo qui sotto e le rispettive ricette dei due cake.


L'olio e il burro fanno parte del gruppo alimentare dei grassi e in quanto tali hanno il compito di fornire energie all’organismo. Sono entrambi molto calorici ma, essendo ricchi di acidi grassi necessari per la vita delle cellule, non possiamo assolutamente farne a meno. Vanno comunque assunti con moderazione, soprattutto se si fa una vita sedentaria perchè non avremmo modo di consumare tutte le energie che ci forniscono. Oggi noi italiani siamo abituati ad usarli entrambi in moltissime ricette anche se il burro non ci appartiene come cultura culinaria. In quanto paese simbolo della dieta mediterranea siamo fortemente legati all'olio fin dal periodo degli antichi romani (che non conoscevano il burro) mentre erano i nordici, in particolare i barbari, ad usare il burro come principale grasso. Tutt'oggi nei paesi del nord il burro è comunemente usato, anche crudo e in versione salata, nei toast e nei piatti da colazione mentre nei paesi mediterranei lo si utilizza maggiormente cotto come ingrediente per altri composti e si utilizza molto di più l'olio crudo per insaporire il pane (come per le bruschette). Pellegrino Artusi, il più grande gastronomo italiano di sempre, proponendo una geografia dei grassi alimentari scrisse che ogni popolo usa maggiormente l’unto che meglio si produce nella propria area (in Toscana si da la preferenza all’olio d’oliva, in Lombardia al burro e nell’Emilia al lardo). La differenza principale tra i due è che uno è di origine vegetale (l'olio) e l'altro di orgine animale (il burro). Il primo ha una grande varietà di sapori che cambiano a seconda della zona di coltivazione (come avviene per il vino) ma in generale è acre e acidulo e si conserva anche per 2 o 3 anni se tenuto al fresco e al buio. Il burro invece ha un gusto dolce e fresco e si conserva solo per 4-5 mesi e unicamente in frigorifero. Altra carettistica sostanziale del burro è che, essendo un grasso saturo, contiene colesterolo mentre l'olio ne è privo quindi, nonostante l'olio sia in realtà più calorico, è comunque preferibile aumentarne il suo utilizzo diminuendo quello del burro. Il burro è ottenuto lavorando la panna da affioramento (qualità migliore) o da centrifugazione (qualità peggiore) del latte vaccino, ma è possibile trovare anche burri di altri latti, mentre gli oli vengono estratti da frutti grassi, noci, noccioli e semi. Oltre che dalle olive sono estratti dai semini dell'uva, dal mais, dagli arachidi, dai semi di girasole, dai semi di sesamo, ecc. Di norma questi oli vengono rettificati per eliminarne il sapore, il che li rende generalmente inferiori e con meno qualità nutrizionali rispetto all'olio d'oliva.
In cucina il burro è sostituibile con l'olio in quasi tutte le ricette. L'unica accortezza è utilizzare una percentuale di 8 su 10 (in pratica possiamo sostituire 100 gr di burro con 80 ml di olio) perchè il burro contiene circa il 20% di acqua in più dell'olio. Inutile dire che il risultato sarà sempre e comunque diverso sia nel sapore che nella consistenza ma non per questo meno buono. Molto dipende dai gusti e da quello che si vuole ottenere. Prendiamo come esempio la ricetta di un cake marmorizzato al cacao e vediamo come cambia preparandolo prima con il burro e poi con l'olio.


Cake al burro
Dosi per : 8      Difficoltà : media    Tempo : 70-80 min
Ingredienti :

  • 250 gr di burro
  • 250 ml di latte
  • 300 gr di zucchero
  • 500 gr di farina
  • 1 pizzico di sale
  • 6 uova
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 1 bustina di lievito per dolci (16gr)
  • 25 gr di cacao in polvere
  • 1 cucchiaio di rum
Procedimento :
Tagliate il burro a pezzetti e mettetelo in un mixer con le uova, lo zucchero, il sale, la vaniglia e il rum e lasciate mescolare per 5-6 minuti fino ad ottenere un composto omogeneo. Mescolate la farina con il lievito, setacciateli e versateli nell'impasto continuando a girare. Poi aggiungete anche il latte. Rivestite uno stampo per cake con la carta da forno e versateci due terzi del composto. Nel terzo rimasto aggiungete il cacao in polvere mescolando e versatelo nello stampo muovendo a spirale una forchetta per creare l'effetto marmorizzato tra i due tipi di impasto. Preriscaldate il forno a 180° e infornate per 50-60 min. Non aprire il forno prima di 45 minuti e successivamente verificate lo stato della cottura immergendo uno stuzzicadenti nel cake (se non vi rimarranno residui attaccati significa che è pronto).


Cake all'olio
Dosi per : 8      Difficoltà : media    Tempo : 50-60 min
Ingredienti :

  • 200 gr di olio di semi
  • 200ml di acqua
  • 350 gr di zucchero
  • 500 gr di farina
  • 1 pizzico di sale
  • 6 uova
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia
  • 1 bustina di lievito per dolci (16gr)
  • 25 gr di cacao in polvere
  • 1 cucchiaio di rum
Procedimento :
Il procedimento è identico a quello del cake al burro, ovviamente sostituendo l'olio al burro e l'acqua al latte come scritto negli ingredienti. Sostiture il latte con l'acqua serve per eliminare totalmente i grassi animali, rendere il cake ancora più leggero e notare meglio le differenze con l'altro. Inoltre si aggiungo altri 50 gr di zucchero per sopperire al gusto molto meno dolce dell'olio rispetto al burro. Il tempo di cottura in questo caso è minore e bastano 30-40 min di forno.



Come si nota dalle foto il risultato è diverso sia esteticamente che per consistenza. Il cake all'olio risulta molto più soffice e morbido, talmente friabile che tagliando una fetta troppo sottile si rischia di spezzarla in più parti. Quello al burro invece è denso e consistente, di colore giallo più acceso e con una crosta croccante. Il cake al burro risulta molto più dolce nonostante l'aggiunta di zucchero nel cake all'olio e, data la consistenza solida del burro, i due tipi di impasto (bianco e al cioccolato) rimangono staccati tra loro creando disegni precisi e netti. In quello all'olio invece l'impasto è molto più liquido e i due composti tendono a mescolarsi (in particolare quello al cioccolato che è più pesante si depositerà maggiormente sul fondo) e i disegni saranno del tutto imprevedibili e imprecisi. In conclusione il cake al burro risulta esteticamente più bello, di sapore più forte e dolce e di consitenza più densa. Quello all'olio è più bruttino, di sapore delicato e meno stucchevole e con una consistenza stupenda e soffice. Adesso a voi la scelta!

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martedì 1 febbraio 2011

Torta fiesta


Le merendine non mi piacciono. Non sono mai stata abituata a mangiarle e di questo devo ringraziare mia madre che mi ha cresciuta a crostate e ciambelloni fatti in casa....ma c'è sempre un'eccezione che conferma la regola. Quelle rare volte che trovavo dei dolcetti confezionati in dispensa, state pur certi che erano sempre e solo Fieste. A quelle mia madre non riusciva a resistere, tutta colpa del liquore all'arancia che le rendeva più "da grandi", così mi diceva. Fatto sta che le mangiavo anch'io, le divoro tutt'ora, e ogni volta che rimango con l'incarto vuoto in mano penso che la Ferrero dovrebbe seriamente prendere in considerazione l'ipotesi di realizzarle in porzioni più grandi! ;-) Dato che  questo non accadrà mai, ho pensato di risolvere il problema da me preparando un'intera torta fiesta. Questa in particolare l'ho realizzata per una festa a casa di amici ed è per questo che la vedete intera e intatta. Avrei voluto postare la foto di una singola fetta per mostrarvi l'interno ma non potevo mica portarla tagliata!


Dosi per : 8 persone      Difficoltà : media     Tempo : 2 ore + 1 giorno di riposo in frigo

Ingredienti per il pan di spagna :
  • 75 gr di farina
  • 75 gr di fecola di patate
  • 150 gr di zucchero
  • 5 uova
  • un pizzico di sale
Ingredienti per la crema :
  • 50 gr di farina
  • 100 gr di zucchero
  • 6 tuorli
  • 1/2 litro di latte
  • 150 ml di panna montata
  • la buccia di un'arancia
Ingredienti per la bagna :
  • 3-4 tazzine di contreau o di un altro liquore all'arancia
  • 2-3 tazzine di latte
Ingredienti per la glassa :
  • 150gr di cioccolato fondente
  • mezza tazzina di contreau o di un altro liquore all'arancia

Procedimento : 
Per il pan di spagna - Dividete gli albumi dai tuorli e, utilizzando una frusta elettrica, sbattete i tuorli con metà dello zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e gonfio. Montate gli albumi a neve, aggiungete il restante zucchero e proseguite a montare ancora per qualche minuto. Unite gli albumi montati ai turli e aggiungete la farina, la fecola di patate e un pizzico di sale versandole nel composto tramite un setaccio per non formare grumi. Mescolate tutto delicatamente con un cucchiaio di legno fino ad ottenere un composto omogeneo, facendo attenzione a non smontarlo. Imburrate e infarinate una teglia rotonda a cerniera del diametro di 24cm e versateci l'impasto. Fate preriscaldare il forno a 180° e infornate la teglia per 40 minuti senza mai aprire il forno nella prima mezz'ora. Per controllare la cottura, passati i 40 minuti, bucate il centro della torta con uno stuzzicadenti: se allo stuzzicadenti resterà attaccato un po' d'impasto allora  il pan di spagna non è ancora pronto. Per non fare sgonfiare il pan di spagna, una volta cotto, lasciatelo raffreddare per 10 minuti nel forno spento. Estraete la teglia dal forno e fate raffreddare il pan di spagna nello stampo prima di aprirlo.
Per la crema chantilly all'arancia - Fate bollire il latte con la buccia d'arancia. Con uno sbattitore elettrico mescolate i tuorli con lo zucchero, poi incorporate la farina un po' alla volta con un setaccio. Aggiungete il latte precedentemente bollito all'impasto e mettete tutto su un fornello a fuoco basso girando continuamente con una frusta o un cucchiaio di legno fino a quando la crema non sarà densa. Lasciatela raffreddare mescolandola ogni tanto. Se avete comprato la panna liquida montatela con le fruste elettriche (per essere montata più facilmente è bene  farla stare prima in frigo per qualche ora). Unite delicatamente la crema alla panna (dovrebbero risultare 2/3 di crema e 1/3 di panna). 
Unite il latte al contreau per fare la bagna e tagliate il pan di spagna in 2 o 3 strati a seconda di quanto vi è venuto alto. Bagnate il primo strato di pan di spagna e farcite con la crema (ripetete l'operazione se avete fatto 3 strati) infine ricoprite con l'ultimo strato e bagnatelo. Prendete una striscia di carta stagnola e fasciate la torta a mo di cinturone. Mettete la torta in frigo per un giorno a riposare. Sciogliete il cioccolato a bagnomaria aggiungendo un pò di contreau per rendere la glassa più lucida, poi versatela su tutta la torta facendo delle onde con la forchetta. Mettete la torta in frigo a solidificare per qualche minuto e poi se volete decoratela con la panna e  con delle striscioline di buccia d'aracia (io ho aggiunto anche dei riccioli che ho ricavato grattugiando il cioccolato fondente).

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venerdì 28 gennaio 2011

Resoconto delle feste n° 3 - i buoni ricordi


E' passato un mese da Natale ma sto ancora sistemando le foto fatte in quei giorni...mi accorgo sempre tardi di scattare troppo e poi non ho il coraggio di cancellare nulla (i miei hard disk stracolmi sentitamente ringraziano!). Fatto sta che oggi sto ancora qui a raccontarvi dei ricordi buoni che mi porto dietro dalle feste, gastronomicamente parlando. Non posso che iniziare dal simbolo di ogni mio 25 dicembre, sua maestà il cappelletto in brodo di cappone! Mia madre passa serate a prepararne in gran quantità con la scusa che, ops...sono avanzati, e possiamo così mangiarli anche nei giorni successivi. Praticamente il mio pranzo di Natale si riduce "solo" a tre porzioni di questo piatto delizioso dato che per secondo viene portato obbligatoriamente in tavola  il cappone lesso (non si può mica buttare tutta quella carne dopo averci fatto il brodo!) ed io non è che ne vada matta...  poi diciamo pure che preferisco lasciare spazio a panettone e spumante ;-)


Se il cappelletto è un classico, la salama da sugo ferrarese è stata una novità. Portataci in dono da un amico di famiglia, è stata accolta con iniziale scetticismo da quella cuoca marchigianamente old style che è mia madre: "ma cos'è? si mangia così o si deve cucinare? sembra un salame gigante! con cosa si abbinerà? magari la regalo a qualcuno a cui piace..." Alla fine invece è stata costretta a cucinarla perchè il signore che ce l'ha gentilmente regalata si è fermato per la cena e sembrava proprio brutto non provarla assieme. Abbiamo così capito che deve essere ripulita dallo strato di muffa e poi bollita in acqua per 4-8 ore. L'abbiamo servita con le lenticchie al posto del solito grassissimo cotechino e devo dire che il sapore era ottimo.


Riguardo ai dolci invece...beh, ammetto di chiedermi spesso perchè ci si debba privare del piacere di un panettone durante il resto dell'anno.  Fosse per me lo farei produrre sempre! Ne ho mangiati tanti e di tutti i tipi ma il migliore rimane sempre quello classico, niente ripieno al cioccolato o cremine varie ma solo canditi e uvetta (solo canditi sarebbe ancora meglio!). Questa nella foto invece è un'ennesima versione di panettone (sempre rigorosamente artigianale) che ho provato quest'anno: impasto semplice senza uvetta ne altro, abbastanza asciutto e quindi presumo con poco burro, e ricoperto di glassa al cioccolato bianco.

Altro dolce festivo è il pandoro. Sinceramente non mi ha mai entusiasmato: è pesante, burroso, grasso e con lo zucchero a velo che dopo 2 secondi assorbe tutto l'unto e diventa appiccicoso e trasparente. Invece quest'anno mi sono ricreduta grazie ad un regalo: un pandoro artigianale proveniente dalla offelleria Perbellini di Verona...tutta un'altra cosa! Un impasto più asciutto e non così stucchevolmente ultra-dolce...e poi confezionato con semplice carta da pacchi stampata, ripiegata e fermata con un po' di scotch, come farebbe chiunque per impacchettare un regalo.

Ora sfido chiunque ad ammettere che durante le feste non si è strafogato di cioccolata! I lindor rossi sono stati la mia dolce rovina e scommetto che non c'è alcun bisogno di parlarvene. Ormai li conoscono tutti grazie alla loro "irresistibile scioglievolezza"! Una piacevole sorpresa è invece stato il cioccolato fondente della cioccolateria artigiana torinese "Guido Gobino". Se lo trovate provatelo perchè è fantastico! Altra meraviglia sono i cioccolatini ripieni di crema al liquore moretta. La moretta fanese è una miscela in parti uguali di anice, rum e brandy che i vecchi pescatori di Fano abbinavano al caffè per riscaldarsi durante la pesca di altura. Giuro che usata come farcitura di un cioccolatino è goduriosa! Il periodo natalizio non è famoso per i dolci al piatto ma uno meritevole di essere ricordato c'è: è un mix di avanzi  assemblati con originalità che ho provato al ristorante "Una Taverna x Loro" a Loro Piceno. In pratica sono fette di panettone ripiene di semifreddo al torrone e ricoperte di cioccolato fuso....altro che scioglievolezza! ;-)

Passiamo al pezzo da novanta di ogni festa che si rispetti: lo champagne! Fa sempre chic sorseggiarne un pò ma devo dire che questa volta a casa mia si è esagerato. Una cassa intera di Veuve Clicquot, regalataci oltre al Piper e al Moet&Chandon, bevuti anche durante pranzi e cene al posto del vino...si sfiora l'indecenza ;-) Il Clicquot è il mio champagne preferito ed oltre al gusto mi è sempre piaciuta anche la sua storia, che sarebbe poi la storia della famosa vedova (veuve) Clicquot Ponsardin: una ragazza di 27 anni rimasta vedova nei primi dell'800 che decide di prendere in gestione le proprietà del marito diventando una delle prime donne imprenditrici. Produsse il primo champagne millesimato francese e riuscì ad esportarlo per venderlo negli ambienti nobiliari di San Pietroburgo. Inventò la “table de remuage” per rendere lo champagne ancora più limpido e divenne famosa con il soprannome “La Grande Dame de la Champagne”.


Passiamo al vino. Le marche sono famose per il Verdicchio dei castelli di Jesi (bianco) e per la Lacrima di Morro d'Alba (rosso) e io vorrei parlarvi di alcune cantine delle mia zona che li producono in maniera, secondo me, ottima. Iniziamo da quella più vicina a me, sia perchè si trova nel mio stesso paese che perchè i proprietari sono amici di famiglia: la casa vinicola Garofoli. Ho provato quasi tutti i loro vini e i miei preferiti sono il Macrina e il Podium (due tipi di verdicchio fruttato) e il Dorato (un moscato passito leggero e molto aromatico che si abbina meravigliosamente con dolci  e biscotti). Un'altra azienda vinicola meritevole è Moroder , famosa per il suo rosso conero. La cosa bella di questa cantina è che è anche un'agriturismo con un ristorante in un casolare del '700 immerso nella campagna anconetana. Vi consiglio di andarci in estate a cena...mangerete in una terrazza porticata con vista nei campi al tramonto. Per quanto riguarda invece la Lacrima di Morro d'Alba, vi segnalo quella dell'azienda agricola Luciano Landi e quella di Lucchetti. La lacrima è un vino rosso profumato, molto fruttato e di colore scuro, quasi violaceo che va benissimo con  i salumi tipici marchigiani come il ciauscolo e con i sughi di carne.

Un' altro bel ricordo è la cioccolata calda con panna e pasticcini della pasticceria Angelo ad Ascoli Piceno. Ti servono la panna a parte in un calice in modo da scegliere tu la quantità giusta per la tua cioccolata (io da golosissima l'ho usata tutta!) e hanno una grande scelta di mignon tra cui quelli alla crema di burro decorati in molti modi diversi (un po' troppo dolci ma mooooolto carini).

  
Ho anche altri bei ricordi, non legati al cibo, grazie a dei piccoli momenti speciali come una camminata in campagna al freddo, un bel camino caldo, una bambina con le stelline di capodanno che mi ha fatto ripensare a quando ero piccola e un cagnolino dolce incontrato durante una passeggiata. Questo era l'ultimo dei miei resoconti festivi (era anche ora direte voi) e dal prossimo post ricomincerò con le ricette!


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mercoledì 12 gennaio 2011

Resoconto delle feste n° 1 - regali di Natale



Finalmente sono tornata a Roma! Mi mancava proprio la città e il sentirmi libera di girare in pigiama per casa senza paura che qualcuno suoni alla porta per portare auguri e doni. Sono anche felicissima di essere tornata in possesso del mio caro computer e la febbre, che ho appena preso, mi obbligherà a non uscire di casa e  passare  molte ore davanti al pc. Nei prossimi post, come vi avevo promesso, farò un resoconto di queste ultime due settimane passate nelle Marche mentre ora vi mostro i piccoli regali che ho preparato (in fretta e furia il 22 e il 23 dicembre) per le persone con cui ho passato la sera di Natale. Per decidere mi sono fatta ispirare dal bellissimo libro di Sigrid Verbert "Regali golosi" e ho scelto un paio di cosine veloci veloci apportando alcune modifiche a seconda degli ingredienti che avevo in casa. Innanzitutto mi sono divertita realizzando cinque tipi di sale aromatizzato: agli agrumi, alla rosa, alla lavanda, al ginepro e alla menta.


Sale alla lavanda - conservavo da quest'estate alcuni rametti di lavanda raccolti, passeggiando dalle parti del Conero, col proposito di utilizzarli per un risotto che alla fine non è mai stato fatto (in futuro provvederò!). E allora perchè non usarli ora per profumare un po' di sale? Provatelo nelle insalate!


Sale alla rosa - che ci crediate o no mi avanzavano da un paio i mesi dei boccioli di rosa secchi in dispensa...erano stati uno dei tanti acquisti al bazar delle spezie di Istanbul e finora li avevo utilizzati solo per fare degli infusi. E' buono per condire i pesci bianchi.


Sale agli agrumi - per dare un tono in più basta aggiungere un po' di timo alla scorza grattugiata di un'arancia e di un limone. Ottimo con il pesce grigliato e i crostacei.


Sale al ginepro - il ginepro fa parte di quelle spezie che non mancano mai in cucina perchè sta tanto bene con la carne quindi usate questo sale per condire carne di coniglio e cacciagione.


Sale alla menta - mi sarebbe piaciuto utilizzare delle foglie di menta fresca ma purtroppo la mia piantina sta cercando di riprendersi dopo un attacco di insettini minuscoli e cattivissimi che l'hanno ridotta all'osso quindi, per non influire prelevando foglie, ho preferito utilizzare la menta secca. La menta è divina con le melanzane e con i carciofi.
Questi consigli di utilizzo sono, per l'appunto, solo consigli perchè con i sali è bello divertirsi e provare e si possono sempre scoprire nuovi abbinamenti!

Ingredienti :
  • 300gr di sale marino fino (io ho preso quello di Trapani perchè il sale siciliano è ottimo!)
  • un cucchiaio di fiori di lavanda essiccati per il sale alla lavanda
  • una manciata di boccioli di rosa essiccati per il sale alla rosa (comprare quelli ad uso alimentare)
  • la scorza di un limone, la scorza di un'arancia e mezzo cucchiaino di timo per il sale agli agrumi
  • un cucchiaino di bacche di ginepro per il sale al ginepro
  • un cucchiaino di foglie di menta essiccate o fresche per il sale alla menta
Procedimento :
Frullate il sale assieme agli aromi in modo da avere un trito molto sottile e amalgamato. Per il sale alla rosa abbiate l'accortezza di eliminare la parte verde e dura dei boccioli utilizzando solo i petali. Per il sale agli agrumi prelevate le scorza con una grattugia e dopo aver frullato il sale lasciatelo asciugare all'aria per un giorno. Lasciate asciugare anche il sale alla menta se avete utilizzato della menta fresca. In generale se usate ingredienti essiccati il sale è pronto già da subito mentre se usate ingredienti freschi è bene lasciarlo asciugare per togliere tutta l'acqua e l'umidità.



Come secondo regalo ho pensato ai mendiants, dei cioccolatini semplici semplici con la frutta secca. Prepararli è di una facilità disarmante...ci vuole solo un po' di pazienza e qualche accortezza. Si può usare qualsiasi tipo di frutta, io come al solito li ho fatti con quella che avevo in casa : mandorle, pinoli, noci, cranberries, banana, melone, ananas e papaya. Vi consiglio caldamente di utilizzare ingredienti buoni, soprattuto il cioccolato. Ve lo dico perchè, di fretta come al solito, mi sono dovuta accontentare del cioccolato che ho trovato al supermercato sotto casa mentre se avessi comprato un cioccolato di qualità superiore il risultato sarebbe stato sicuramente migliore..questo era troppo dolce, almeno per i miei gusti!


Dosi per una trentina di mediants     Difficoltà : facile     Tempo : 30 min
Ingredienti :
  • 300gr di cioccolato a scelta tra fondente, al latte o bianco (io ho usato quello al latte)
  • frutta secca mista
Procedimento :
Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria rendendolo cremoso. Con un cucchiaino far colare un po' di cioccolato sopra un foglio di carta da forno da circa 10cm di altezza senza muovere la mano...il cioccolato si espanderà da solo a cerchio. Aggiungete sopra i pezzetti di frutta secca e lasciate indurire a temperatura ambiente.


Come terzo regalo ho pensato agli alchechengi al cioccolato. Ho conosciuto queste bacche ad Istanbul (sempre al bazar delle spezie) e me ne sono innamorata. Appena tornata dal viaggio mi sono informata e dopo varie ricerche su internet ho capito che la pianta da cui nascono questi frutti (Physalis), qui da noi viene coltivata più che altro per scopo decorativo e che gli alchechengi sono ricchissimi di vitamina c (ne hanno in quatità doppia rispetto ad un limone). E' più facile trovarli nel nord d'Italia che al sud ed oltre ad essere buoni e salutari sono anche belli perchè si presentano come un calice di foglie chiuse da aprire per scoprire la bacca che può essere verde, gialla o arancione a senconda del tipo di physalis.


 Difficoltà : facilissima     Tempo : 10 min
Ingredienti :
  • cioccolato fondente o al latte
  • alchechengi
          Procedimento :                                                                                      
Fate sciogliere il cioccolato  a bagnomaria e nel frattempo aprite gli alchechengi piegando le foglie verso l’alto. Lavate la bacca facendo attenzione a non bagnare le foglie ed asciugate bene. Immergete gli alchechengi nel cioccolato fuso tenendoli dalle foglie e lasciate raffreddare su una gratella o su un foglio di carta da forno.



Per finire ho impacchettato tutto in bustine e scatole di carta e bamboo aggiungendo anche degli alchechengi semplici perchè, per chi non li conosce, sono comunque una novità buonissima da provare al naturale!



Con i mendiants partecipo al contest di Natale di About food

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