giovedì 22 settembre 2011

Il cibo sprecato

Stavolta ho fatto passare proprio troppo tempo dall'ultimo post. Chiedo venia!! Ho avuto dei lavoretti da fare e sono stata fuori Roma per alcuni giorni, causa il matrimonio di un mio amico a Bologna (per il quale ho fatto la fotografa oltre che l'invitata) e alcuni dettagli burocratici da sbrigare al mio paesello natale prima della partenza.... si si, tra poco parto e me vado ad Amorgos!!! Non vedo l'ora ma già mi terrorizza l'idea di sistemare poi le migliaia di foto che farò. Figuratevi che l'anno scorso, sempre in questo periodo, sono stata ad Istanbul e (ebbene si, vergogna delle vergogne) ci sono delle foto che ancora non ho nemmeno rivisto. E' stato il viaggio più che bello che abbia mai fatto e so che prima o poi finirò per trasferirmi laggiù. Spero che questa nuova meta mi entusiasmi altrettanto anche se sarà di tutt'altro genere. Isola lontana e poco conosciuta, piccola e difficile da raggiungere, rocciosa e brulla, abitata da pochissime persone, insomma l'esatto contrario di Istanbul... però la cucina greca ha veramente molto in comune con quella turca (stessa radice ottomana) e proverò più piatti possibile, lo giuro! ;-) 
In questi ultimi giorni ho dovuto scrivere un articolo per l'apertura de "L'infiltrato" e mi sono ritrovata a doverlo preparare in treno. Sono un'affezionata del pc fisso, quindi, non avendo un portatile, mi sono ritrovata a scrivere con penna e foglio e devo dire di averci messo il doppio (ormai sono una viziata della tastiera e mi scoccia districarmi tra cancellature, asterischi e rimandi). Alla fine però sono riuscita a buttare un giù un pezzo che ho poi copiato al pc una volta arrivata a destinazione. Ve lo riporto qui di seguito e spero che possa servirvi per riflettere sul modo che abbiamo noi occidentali di vedere il cibo e di fare la spesa.

Produzione e distribuzione alimentare - la vergogna del cibo sprecato


Un terzo del cibo prodotto nel nostro pianeta non viene mangiato. Più di un miliardo di persone nel mondo soffrono la fame. Leggendo questi due dati della FAO (Food and Agriculture Organization) uno di seguito all’altro, si potrebbe pensare che la soluzione a quello che è il problema più grave del nostro secolo sia semplice e immediata: dare quel terzo di cibo a quel miliardo e più di individui. Ovviamente non è così e la causa fondamentale è una sola: l’attuale sistema globale di produzione-distribuzione considera il cibo come una merce qualsiasi e non come fonte di vita. 1,3 miliardi di tonnellate di prodotti commestibili finisce in discarica, molti dei quali ancora chiusi e confezionati. In questo non ci sono grandi differenze tra Europa, America, Asia e Africa: tutti buttiamo all’incirca la stessa quantità di cibo. La vera e importante differenza tra i continenti in questo vergognoso spreco non è la quantità ma è il “come”. Negli Stati Uniti e in Europa sono i supermercati e i consumatori finali ad avere le colpe maggiori. Un prodotto appena ammaccato o che non rientra nei canoni estetici occidentali viene buttato direttamente dai negozi prima di essere messo in vendita mentre i cittadini, abituati a riempire frigo e dispensa di qualsiasi prodotto pur di averlo disponibile in casa in ogni momento, si ritrovano a comprare più di quanto riescano a consumare, mandando in scadenza moltissimi alimenti. In Africa e nel sud-est asiatico invece il cibo sembra sparire nel nulla prima di arrivare ad essere venduto. La colpa è dei magazzini inappropriati, delle scarse tecnologie per la conservazione e delle altissime temperature che fanno si che molti alimenti si deteriorino prima ancora di essere inseriti nel mercato. Una volta arrivato nelle singole case, il cibo diventa invece sacro e viene interamente consumato. Nella nostra Europa i cibi maggiormente sprecati sono: patate con il 52% della produzione totale, frutta e verdura con il 47%, cereali con il 34%, pesce con il 31% e carne con il 22%. Tutto questo comporta anche problemi ambientali ed economici, oltre che sociali. Ogni famiglia americana butta via cibo per 1.375 dollari all’anno e un quarto dell’acqua consumata globalmente viene usata per far crescere frutta e verdura che nessuno mangerà mai, e per sfamare animali che verranno macellati per finire dritti in discarica. Tutta l’anidride carbonica prodotta per lavorare, confezionare e trasportare prodotti che non mangeremo equivale a quella prodotta da un quarto delle auto in circolazione nel mondo. L’Italia, dopo gli USA, l’Inghilterra e la Francia, è tra le prime nazioni in classifica per lo spreco alimentare ma, fortunatamente, nel nostro paese ci sono anche associazioni e persone che da anni si dedicano a questo preciso problema. Una di queste è “Last minute market”, fondata da Andrea Segrè (preside della facoltà di agraria di Bologna), che si occupa di riutilizzare gli sprechi commestibili del settore alimentare all’interno dei circuiti di solidarietà, ritirando i prodotti non venduti in scadenza giornaliera dai supermercati e donandoli alle onlus o alle associazioni che sfamano i senzatetto e i cittadini indigenti. Il progetto crea così un mercato gratuito parallelo "dell'ultimo minuto". Nonostante sia questa la situazione, molte aziende internazionali e produttori di sementi ogm, continuano a sostenere che bisogna aumentare la produzione di cibo nel mondo spingendo ancora sulle monoculture, sugli allevamenti intensivi e sui prodotti fortemente industrializzati. Questo porterebbe solo ad un’ulteriore maltrattamento del territorio e degli animali e lo spreco, invece che diminuire, aumenterebbe proporzionalmente alla produzione. L’unica vera soluzione sarebbe tornare ad economie alimentari locali che rispettino l’andamento delle stagioni e i cicli riproduttivi degli animali. L’uomo non ha bisogno di avere a disposizione fragole e peperoni d’inverno come non ha bisogno di poter sempre scegliere tra dieci diversi tipi di carne. Si è vissuto per millenni consumando solo quello che era naturalmente reperibile in quel dato periodo dell’anno e si dovrebbe ritornare a farlo.

Vi lascio con un video che secondo me è perfetto per conlcudere questo articolo. Spero che vi piaccia perchè è anche molto ben fatto.


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lunedì 29 agosto 2011

Torta fredda al miele, mandorle e fichi


L'altro giorno sono andata al mercato dell'Esquilino con un mio amico e come al solito, ogni volta che ci vado, compro di tutto, e sempre più di quello che mi serve. La missione aveva lo scopo di trovare delle belle zucche intere da fotografare (scoprirete fra un mesetto perchè!) ma il nostro bottino alla fine ha compreso anche cannella, coriandolo, frutta secca, semi di girasole, pompelmi rosa, uno sconosciuto ma bellissimo simil zucchino orientale, cous cous, mandorle e fichi! Girando tra i coloratissimi banchi del mercato etnico che ti mettono allegria solo a passarci affianco, abbiamo deciso che alcune delle cose comprate sarebbero finite in una torta ai fichi! E così è stato e vi giuro che è venuta buonissima, davvero spettacolare! Così tanto che ci ho fatto anche colazione questa mattina appena sveglia! ;)


Era da tanto che volevo preparare qualcosa con i fichi ma durante il mese scorso se ne trovavano pochissimi nei mercati, e quelli buoni che riuscivo a comprare se li divorava il mio ragazzo in due minuti. Aspetto con ansia che riapra il mercato di S.Teodoro a settembre per poterne riacquistare di così buoni come quelli che avevo trovato a fine luglio. I fichi che ho usato per questa torta sono abbastanza buoni ma quelli... una volta che li provi non torni più indietro!


Altra sorpresa che mi ha riservato il mercato di S.Teodoro è stato il miele col favo (prima di vederlo non sapevo nemmeno che si vendesse). In pratica dentro al barattolo del miele vengono messi anche dei pezzi di favo che, per chi non lo sapesse, è l'insieme delle celle a forma esagonale costruite dentro le arnie dalle api per deporvi uova, miele e polline. La signora che me lo ha venduto mi ha detto che il favo va tagliato a pezzetti piccoli e masticato come fosse un chewing gum. In questo modo rilascerà il miele che contiene e molte sostanze buone per la nostra salute, e infine rimarrà in bocca una piccola pallina di cera d'api che dovrete buttare via. C'è chi dice che quella pallina si può anche mangiare ma con la controindicazione che poi sarà un po' pesante da digerire. Il banco dal quale ho acquistato questo miele ne vende in realtà molti tipi diversi, e il favo che ho scelto era al miele d'eucalipto. Oltre quello ho comprato anche un barattolo piccolino di miele d'arancia, più denso e dolce, che ho usato in questa ricetta per la crema al mascarpone mentre quello all'eucalipto, più amaro e liquido, l'ho fatto gocciolare sopra ai fichi prima di servire la torta.

Dosi per : 8 persone      Difficoltà : media     Tempo : 1 ora e mezzo + 5 ore di riposo in congelatore 
Ingredienti :
  • una decina di fichi
  • qualche cucchiaio di miele
  • un cucchiaio di liquore amaretto (opzionale)
Ingredienti per la dacquoise alle mandorle :
  • 200 gr di mandorle spellate
  • 6 albumi d'uovo
  • 110 gr di zucchero
  • 60 gr di zucchero a velo
  • 50 gr di farina
Ingredienti per la crema di mascarpone al miele :
  • 3 tuorli d'uovo
  • 110 gr di miele
  • 500 gr di mascarpone
  • 400 gr di panna montata
  • 2 o 3 cucchiai di liquore amaretto (in sostituzione va bene anche il cointreau)
Procedimento : 
Per la dacquoise - Tritate molto finemente le mandorle con un frullatore o con un minipimer. Montate a neve gli albumi, poi aggiungete lo zucchero continuando a mescolare. Versate anche lo zucchero a velo, poi le mandorle tritate e infine la farina amalgamando bene il tutto. Con questo impasto (che risulterà un po' liquido) formate 3 cerchi, di circa 18cm di diametro l'uno, in una teglia rivestita di carta da forno. Infornate per 25 minuti o fino a quando la dacquoise non sarà pronta e leggermente dorata. Tolta dal forno lasciatela raffreddare completamente.
Per la crema di mascarpone - Mettete i tuorli e il miele in un piatto fondo o in una ciotola resistente al calore e fateli amalgamare a bagno maria per una decina di minuti mescolando di tanto in tanto. Trasferite il composto nel mixer, montatelo finchè non sarà chiaro e spumoso, e lasciatelo raffreddare. In una ciotola mischiate il mascarpone con l'amaretto, poi aggiungete la panna che avrete precedentemente montato, e unite il tutto alla spuma di tuorli e miele.
Prendete una teglia a cerniera di 20-25 cm di diametro e adagiate sul fondo uno dei tre strati di dacquoise. Ricoprite tutto con la crema al mascarpone e posizionate sopra il secondo strato. Ricoprite ancora con la crema, aggiungete il terzo strato e coprite tutto con la crema rimasta. Mettete la teglia in freezer per almeno 5 ore e rimuovetela solo 15-20 minuti prima di servirla. Togliete la parte laterale della teglia, tagliate in quattro ogni fico e posizionate gli spicchi sopra la torta (se volete potete prima marinare gli spicchi di fico con un cucchiaio di amaretto per 10 minuti). Infine fate colare un po' di miele sopra a tutto. Se vi dovesse avanzare potete tranquillamente conservarla in frigorifero per 2-3 giorni.




Con questa torta partecipo al contest "Fichi e uva" di Aboutfood

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