mercoledì 17 aprile 2013

Orange upside down cake come dico io - ovvero torta rovesciata alle arance super delicata e soffice (senza latte né burro)



Questo post è un po' in ritardo, lo ammetto. E' finalmente arrivata la primavera (anche se ha fatto freddo fino a pochi giorni fa) e io vi posto una torta alle arance, un frutto invernale. Ma che ci volete fare, ho parecchi lavori ultimamente (per fortuna!) e alcune cose mi sfuggono. Ho in archivio una quantità di ricette e fotografie vecchie mai pubblicate che nemmeno potete immaginare. Anzi a dirla tutta ormai sto talmente tanto in cucina per preparare ricette fornitemi dai clienti per fotografarle, che ho poco tempo per farne di mie nuove, di quelle che vorrei preparare solo perchè mi piacciono e basta.



Questa torta però non volevo lasciarla nel cassetto perchè era venuta troppo buona e troppo bella, perchè è fatta con le arance siciliane meravigliose dei Contadini Per Passione di cui vi avevo già parlato qui, perchè non è una delle solite orange cake americane con burro, o mandorle o marmellata, e perchè in queste foto c'è un graditissimo ospite che, tra le altre cose, mi ha fornito l'alzata e il piattino che vedete: Vetri delle Venezie.


Queste arance sono speciali non solo per il sapore ma anche perchè hanno una buccia così tosta e profumata che le fanno mantenere perfettamente per settimane e settimane. Questo post è in ritardo ma non poi così tanto come potreste immaginare, nel senso che avendo questi frutti meravigliosi da parecchio tempo data la notevole quantità che mi era arrivata, ho preparato la torta con le ultime arance rimaste ed erano ancora perfette come appena ricevute. Con tutte le altre mi sono fatta una valanga di spremute, ho preparato alcuni piatti salati interessanti e non ho buttato via nemmeno una scorza. Sarebbe stato un sacrilegio dato il loro profumo inebriante così la maggior parte le ho essiccate con tanta pazienza lasciandole per alcuni gironi sopra tutti i termosifoni di casa per poterle poi usare per infusi e tisane, altre le ho candite e con una buona parte ci ho preparato litri di arancino alla vaniglia. Per questa torta invece non ci sono stati "avanzi" perchè le arance andavano affettate intere.


Riguardo all'ospite di questo post invece posso dirvi che ho scelto di collaborarci non solo per la bellezza dei prodotti, ma anche per la loro scelta di fare un made in Italy con lavorazioni manuali di estrema qualità che si concretizzano nella produzione di oggetti in vetro puro, limpido e perfetto, senza difetti. I loro prodotti vengono sottoposti a vari controlli a tutti i livelli della filiera, e a test di laboratorio per verificare la resistenza e la trasparenza al top. Scelgono una materia prima completamente priva di impurità, il vetro “extra white” per intenderci, privo di sfumature e con un'elevata lucentezza. Inoltre la sua riciclabilità è al 100% grazie alla totale assenza di piombo. Quante volte mi è capitato di cercare props adatti per presentare bene sia le mie ricette che quelle che fotografo per lavoro, e quante volte ho trovato oggetti realizzati con evidente poca cura, sopratutto quelli in vetro. Ho trovato alzate storte, piene di bolle d'aria all'interno, oggetti troppo leggeri per svolgere bene la loro funzione, e a volte mi sono ritrovata a prenderli comunque per fretta o perchè non riuscivo a trovare altro in quel momento e poi a passare tempo in postproduzione a sistemarli nell'immagine. Ma nella realtà rimanevano così. Se si devono avere oggetti non solo per allestire i set fotografici come succede a me, ma magari anche per tenerli ed usarli in casa, comprarne di buoni, belli e che durino nel tempo è un obbbligo a meno di non volerli ricomprare ogni 3 mesi.


Vetri delle Venezie ha varie linee e tipologie di oggetti in vetro, colorati, trasparenti, decorati, lisci e per mio gusto ho scelto di fami mandare tutti oggetti molto semplici, dalle linee pulite ed eleganti, per poterli utilizzare anche con preparazioni e set diversi. Mi piacciono le cose semplici e trovo che quando una ricetta è ben fatta e ben presentata di suo non abbia bisogno di accessori troppo vistosi attorno, ma anzi necessiti di una semplice eleganza per venire esaltata. L'alzata che vedete è estremamente pulita nelle linee e non troppo alta, perfetta per una torta a metà tra il rustico e il raffinato come questa, che ha già un forte colore acceso di suo. Questa alzata pesa, il piatto è spesso e resistente così da poter sorreggere facilmente ache torte più complesse e "sostanziose". Il bello è che guardandola da l'idea di leggerezza e delicatezza, ma tenendolandola in mano da l'idea di resistenza e forza per via dello spessore del vetro e del peso. Il vetro di Vetri delle Venezie sopporta sbalzi termici superiori ai 200 C°, è utilizzabile in microonde, lavabile in lavastoviglie senza perdere brillantezza nel tempo e resiste agli impatti in modo molto superiore ad altri. Il piattino nel quale ho messo la fetta di torta in realtà è la base di una burriera, sempre loro omaggio, completata da un bella cupola a base quadrata. Visto che ultimamente sono diventata una drogata di burro salato da spalmare sul pane prima di inziare la cena, sapete che fine fa quella bella burriera ;) Inoltre tra i loro prodotti ho scelto anche il bicchiere che vedete in fondo al post, con base e gambo trasparente ma calice bianco opaco. E' un bicchiere da acqua anche se ha la forma da vino e mi è sembrato davvero un bell'oggetto da mettere in tavola, moderno e originale.


Per quanto riguarda la torta invece, ho modificato parecchio la ricetta classica, cambiando completamente la base e lasciando lo stesso procedimento per le arance caramellate. Volevo una base soffice e leggera, senza burro nè latte, per poterci fare sia colazione che merenda a grandi fette senza troppi rimorsi. Così la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la semplicissima torta allo yogurt che fa mia madre da anni, solo con uova, olio e yogurt per l'appunto. Le dosi degli ingredienti hanno come unità di misura il "vasetto" dello yogurt al posto di grammi o decilitri, nel senso che dopo aver utilizzato lo yogurt si misurano i restanti ingredienti versandoli nel vasetto rimasto vuoto. Questo rende tutto indubbiamente più semplice e veloce. Altra variante è che ho aggiunto i semi di vaniglia allo zucchero per caramellare perchè arancia e vaniglia assieme mi hanno sempre mandato fuori di testa! La torta è in versione upside-down, cioè sottosopra perchè le fette di arance caramellate vanno disposte sul fondo dello stampo, va aggiunto poi l'impasto della torta, messo tutto in forno e una volta cotta la torta va proprio rovesciata per essere servita. Vi lascio la ricetta e spero che, se anche adesso non trovate più arance e non potete rifarla, vi rivenga in mente di prepararla appena ritornerà un po' di freddo ;)


Dosi per : 6 persone      Difficoltà : facile     Tempo : 40 min di preparazione + 30/40 min di cottura

Ingredienti per le arance caramellate alla vaniglia :
  • 220 gr di zucchero semolato
  • 125 ml d'acqua
  • una bacca di vaniglia
  • 2 arance bio (dovete mangiarvi anche la buccia quindi non devono essere trattate)

Ingredienti per la base :
  • un vasetto di yogurt bianco da 125 gr
  • 3 uova
  • 2 vasetti di zucchero
  • 3 vasetti di farina
  • mezzo vasetto d'olio di semi di arachide
  • una bustina di lievito per dolci
Procedimento : 

Prima di tutto bisogna caramellare le arance: mettete lo zucchero, l'acqua e i semi della vaniglia in una pentola dal fondo spesso a fuoco medio. Mescolate bene fin quando lo zucchero non si sarà sciolto completamente. Aggiungete le arance tagliate a fette sottili con tutta la buccia. Se volete potete mettere anche la bacca di vaniglia rimasta vuota per caramellarla e usarla alla fine come decorazione. Lasciate bollire per circa 20 minuti finchè le arance non diventano morbide e ben caramellate. Togliete la pentola dal fuoco e distribuite le fette sul fondo di uno stampo da forno di 26cm di diametro aggiungendo anche un po' del caramello rimasto nella pentola. Se vi avanza altro caramello potete tenerlo da parte per versarlo sulle singole fettine di torta quando le servite.

Per preparare la base della torta sbattete con una frusta elettrica le uova con lo yogurt e lo zucchero. Poi aggiungete la farina, l'olio e il lievito sempre continuando a mescolare fino ad avere un composto omogeneo.

Infine versate il composto nello stampo sopra le fette di arancia e cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 30-40 minuti. Fate la prova dello stecchino per verificare la cottura. Sfornate la torta, lasciatela raffreddare e rovesciatela su un piatto da portata o su un'alzata. Se avete caramellato anche la bacca di vaniglia mettetela al centro della torta.

Già che ci sono vi lascio pure due foto fatte al volo alcuni mesi fa delle scorze di arancia in infusione con l'alcol e di una delle tante bottigliette di arancino che ne sono venute fuori :)






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martedì 16 aprile 2013

Le parole del formaggio


 

Sabato ho avuto modo di partecipare alla presentazione di un libro sui formaggi, ma non un libro sulla classificazione dei vari tipi di formaggi come ne esistono molti, bensì una sorta di glossario per appassionati con tutte le parole che servono per descriverlo, che fanno parte della sua storia e dei suoi metodi di produzione, ma anche parole legate alla sua degustazione.


Io sono una grandissima mangiatrice di formaggi, li adoro e so riconoscere a gusto quali ritengo validi e quali no ma spesso (come succede a chi non è esperto) non so spiegare a parole il sapore e non so dire il perchè mi piacciano o meno. Questo libro sicuramente da una mano in questo senso, anche a riconoscere i difetti dei formaggi, a capirli non solo dal gusto ma anche dall'osservazione e dal profumo, riconoscere i mesi di stagionatura e così via.

 

Il libro in questione si chiama appunto "Le parole del formaggio" ed è stato scritto da Bruno Pistoni, noto selezionatore di formaggi, e da sua figlia Emanuela Pistoni, che ha la stessa passione del padre per i formaggi e per il vino. Dentro vi si trovano più di 600 termini che ruotano attorno al mondo del formaggio, alle sue tradizioni, ai suoi profumi e ai suoi sapori.


La presentazione ha avuto luogo all'interno di Bancovino, un piccolo locale delizioso in zona Prati a Roma che non conoscevo. Emanuela Pistoni non a caso è anche la maître fromager di questa piccola "enoteca-cucina". Qui ho notato con piacere che si possono trovare in vendita, disposti a tutta altezza sugli scaffali neri delle pareti, alcuni prodotti selezionati e di qualità che già conoscevo e che trovo davvero ottimi. Fa sempre piacere vedere che ci sono molti posti a Roma in grado di scegliere e proporre al cliente prodotti veramente validi.


Bruno ci ha parlato del libro in modo molto entusiasta ed appassionato, ci ha fornito molti aneddoti, informazioni e qualche chiarimento, come il fatto che quello che i più considerano un difetto di alcuni formaggi stagionati, in realtà è un pregio: i puntini bianchi più compatti che spesso si vedono nel parmigiano ad esempio, sono solo un buon segno! Quando li vedete non li evitate ma fate il contrario :)






















Dopo la presentazione abbiamo degustato alcuni formaggi scelti da Emanuela accompagnati da un calice di Rosa Merlot 2011 di Cantine Lupo. Il tagliere per l'assaggio era composto da:
- ricotta di bufala casertana
- robiola vaccina spalmabile
- brie
- salva di grotta
- comtè
- blu del moncenisio
- crostino di polenta cacio e pepe
Devo dire che ho apprezzato moltissimo tutti i formaggi proposti... magari più avanti quando avrò letto tutto il libro saprò spiegarvi con precisione il perchè ;)

























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