Sono appena tornata dalle vacanze natalizie ma nel primo post per questo nuovo anno non vi parlerò di cosa ho fatto e mangiato durante le feste (quello lo farò dopo) ;) Vi riporto invece il terzo articolo che ho scritto per la rubrica di foodphotography di Honest Cooking, dedicato agli obiettivi fotografici. L'avevo scritto un paio di settimane fa ma si sa, durane le festività si preferisce fare altro che navigare in rete così dall'alto hanno deciso che sarebbe stato meglio pubblicarlo direttamente il 7 gennaio, perciò da ieri è online a questo
link. Se vi siete persi i precedenti articoli della rubrica potete sempre trovarli tutti
qui oppure
qui. Questo è il post in questione, buona lettura:
"Il terzo post della rubrica è arrivato, amen! Non ero
andata in vacanza ma ho avuto a che fare con una sfiga gigantesca che
mi ha visto combattere con un computer a pezzi, i pezzi di quello nuovo
arrivati danneggiati e un hard disk di archivio morto da recuperare. Tra
monta, smonta, ordina, garanzie, spedizioni, copie lunghe giorni e cavi
sparsi per tutta casa ho trascurato molto sia il mio blog che questa
rubrica ed è passata una valanga di tempo senza che me ne rendessi
realmente conto. Ora in realtà ci si è messo anche il forno a far
capricci ma questa è un’altra storia e raccontarla comporterebbe una
serie di imprecazioni che vi risparmio. Fatto sta che devo assolutamente
farmi perdonare e lo farò con un post lunghetto e pieno di
informazioni… ma è una tortura non un favore direte voi! Si è vero ma lo
sapete che lo faccio con buone intenzioni (mi sto immaginando come la
maestra cattiva che riempie gli alunni di compiti a casa). C’eravamo
lasciati con la promessa di parlare dei vari tipi di obiettivi e di
capire come cambia una foto a seconda di quale si decide di usare. Vi
dico subito che in una fotografia, usare un buon obiettivo e saper
scegliere quello giusto, fa molta ma molta più differenza che avere una
macchina fotografica più o meno valida. Vi parlerò di distanze,
gradi, focali e sigle ma cercherò di farlo nel mio solito modo verace e
ruspante (e qui passo dal sentirmi una maestrina al sentirmi un pollo)
usando i paroloni solo per il minimo indispensabile quindi non vi
spaventate e preparatevi a memorizzare qualche numero e qualche lettera.
So che potete farlo perchè già vi destreggiate in cucina con dosi,
unità di misura, ed equivalenze.
Iniziamo dai due concetti base: la focale e l’angolo di campo. La focale
è la distanza tra il centro ottico dell’obiettivo e il sensore (o la
pellicola se parliamo di una macchina analogica) ed è misurata in
millimetri. In parole povere (e un po’ blasfeme) equivale a una parte
della lunghezza dell’obiettivo più quella piccola distanza che c’è tra
l’attacco dell’obiettivo e il cuore della fotocamera. Quando ci si
riferisce ad un obiettivo dicendo “è un 50″ oppure “è un 200″, sappiate
che quel numero è proprio la focale. L’angolo di campo
invece è la porzione di spazio che si riesce ad inquadrare e viene
misurata in gradi. Per capirlo pensate ai vostri occhi: se li tenete
fermi immobili, senza muovere la testa, ruiscirete a vedere solo quello
che vi sta esattamente davanti e qualcosina (ma poco) ai lati. Quello è
l’angolo di campo dell’occhio umano e corrisponde a circa 45°. Ad ogni
focale corrisponde un diverso angolo di campo.
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| focali con i rispettivi angoli di campo |
Se ad esempio osserviamo un panorama, la nostra testa si muoverà da
sinistra a destra per poter vedere tutto, quindi avremmo bisogno di un
obiettivo che copra un angolo di campo molto ampio, diciamo almeno il
doppio di quello dell’occhio umano. Se invece ci interessa un singolo
elemento di quel panorama, una casetta lontana all’orizzonte, allora
avremmo bisogno di un obiettivo che inquadri solo quella piccolissima
parte lontana, un obiettivo che copra una angolo di campo anche solo di
10°. Uno strumento che osserva un panorama con un angolo di campo
maggiore di quello umano deve fare in modo che una porzione di spazio
maggiore del normale sia contenuta in quella visibile dall’occhio quindi
rimpicciolisce le immagini per farle stare nello spazio a disposizione.
E’ per questo che guardando una foto panoramica gli oggetti vi
sembreranno essere molto più piccoli del normale e quindi più lontani.
Con uno strumento che usa un angolo di campo minore dell’occhio umano
avremo l’effetto contrario, e gli oggetti verranno ingranditi per far sì
che occupino tutto lo spazio disponibile. Risultano quindi essere anche
più vicini. E questo è l’effetto cannocchiale per intenderci. Vi ho
portato questi due esempi agli estremi per farvi capire meglio, anche se
per il food non vi servirà mai dover inquadrare porzioni di spazio come
queste.

Ho fatto questa serie di foto per cercare di farvi capire il concetto
nel modo più semplice possibile. Sono messe in ordine partendo da un
obiettivo a focale corta (che quindi copre un ampio angolo di campo) a
uno a focale lunga (che inquadra una porzione piccolissima di spazio).
Stessa posizione di scatto, stessa macchina fotografica, solo focali
diverse. Mi trovo su un balcone e ho davanti a me un panorama. Con una
focale di 10mm (prima foto) inquadro tutto, faccio capire a chi vede la
foto che sono su un balcone e che sto guardando senza essere interessata
a qualcosa in particolare. Con una focale di 20mm (seconda foto)
inquadro meno spazio e già non si capisce più che mi trovavo su un
balcone, avrei anche potuto essere affacciata da una finestra (meno
spazio inquadrato quindi meno informazioni). Con una focale di 35mm
(terza foto) inquadro un palazzo e quello che lo circonda, restringo
l’attenzione a quell’edificio e non ci saranno più informazioni sul dove
mi trovavo io al momento dello scatto. Con una focale di 50mm (quarta
foto) ho ristetto ancora di più sul palazzo tralasciando quello che ha
intorno, come se mi interessasse solo la sua forma. Con una focale di
100mm (quinta foto) ho isolato una parte del palazzo, come se fossi
interessata a mostrare la sequenza delle finestre e delle scale. Con una
focale di 200mm sono arrivata a far vedere bene la singola finestra
illuminata e andando oltre avrei potuto fare il paparazzo e spiare
direttamente dentro l’edificio. Con questo voglio farvi capire che avere
un obiettivo a focale diversa, non solo serve ad inquadrare più o meno
spazio, ma serve soprattutto a dare alla foto una capacità comunicativa
diversa. In un caso come questo, semplicemente inquadrando più o meno
spazio, possiamo far capire che siamo delle persone a cui piace guardare
un paesaggio, piuttosto che delle persone a cui interessa la geometria
architettonica, piuttosto che dei guardoni maniaci. Il tutto cambiando
solo obiettivo ma puntando la macchina fotografica nella stessa
direzione.
 |
| tipologie di obiettivi con i relativi angoli di campo |
In base alla focale e all’angolo di campo gli obiettivi si dividono in 3 categorie:
- grandangolo: per inquadrature superiori ai 60° con
lunghezza focale di massimo 35 mm. L’utilizzo di questo obiettivo
provoca un po’ di distorsione dell’immagine e non è adatto per le foto
di food.
- normale: per inquadrature simili
all’angolo visivo dell’occhio umano, quindi tra i 40° e i 60°. La
lunghezza focale è compresa tra 35 mm e 70 mm. Sono gli obiettivi
migliori per fotografare il cibo, in particolar modo il 50.
- teleobiettivo: serve per
fotografare qualcosa di lontano o qualcosa che si vuole isolare dal
contesto in cui si trova. la lunghezza focale va dagli 80mm in poi e
l’angolo di campo parte dai 30° per restringersi. Anche dei
teleobiettivi medi possono andar bene per fotografare il cibo, purchè si
abbia spazio e luce per poterli fotografare bene. I tele sono spesso
poco luminosi ma della luminosità degli obiettivi parleremo meglio nel
prossimo post.
Poi ci sono degli obiettivi speciali, come i fisheye che permettono di inquadrare ben 180° di spazio (non a caso si chiamano “occhio di pesce”) e i macro,
che permettono di avvicinarsi molto al soggetto avendo una distanza di
messa a fuoco veramente ridotta rispetto agli altri obiettivi. Per il
food con un super tele non ci facciamo niente, quelli sono obiettivi
utili ai fotografi naturalistici che vogliono immortalare un cervo a non
so quante centinaia di metri di distanza, oppure ai fotografi di sport
che per ovvi motivi non possono avvicinarsi agli sportivi in gara. Il
fisheye anche non ci interessa mentre il macro può essere davvero
meraviglioso per cogliere i più piccoli dettagli di un cibo e per far
risaltare la consistenza di una preparazione. Vedete ad esempio come si percepisce bene la materia dei macarons nella prima foto e come si riesce ad isolare il dettaglio della parte interna di un’arancia.

Piccola deviazione fuori tema ma non troppo: se vi interessa il macro ma
volete iniziare a provarlo spendendo poco, potete comprare dei filtri
macro da applicare ad un obiettivo che già avete. Con i filtri le foto
saranno meno precise e meno nitide ma daranno comunque ottime
soddisfazioni, almeno all’inizio. Gli obiettivi possono ulteriormente essere divisi tra quelli a focale fissa e quelli a focale variabile detti zoom.
Gli zoom sono quelli che di solito vengono venduti nei kit assieme al
corpo macchina come i 18-55 o i 18-135. I due numeri sono appunto la
focale minima e la massima che possono raggiungere. Sono comodi per
adattarsi a varie situazioni e nei casi in cui non sappiamo di preciso
con cosa avremo a che fare, ma di solito sono molto più scadenti. Gli
obiettivi a focale fissa sono superiori per nitidezza e qualità
dell’immagine e hanno il vantaggio che essendo fissi vi costringono a
spostarvi per trovare la giusta inquadratura, il che è la chiave della
riuscita di una foto… muovetevi! Cercate nuove angolazioni, nuovi punti
di ripresa, piegate le ginocchia, sdraiatevi pure a terra se serve o
arrampicatevi da qualche parte, insomma cercate di non rimanere impalati
e fermi muovendo solo la ghiera dello zoom e l’inclinazione della
testa. Le foto non vanno fatte tutte ad altezza faccia. Se il soggetto è
basso non dovete inquadrare verso il basso per forza ma dovete chinarvi
e provare ad inquadrarlo frontalmente. Gli obiettivi fissi vi rendono
più intellegenti, innovativi e magri (ecco ho detto la cavolata della
giornata) ;) Per il food poi sappiamo già benissimo in partenza cosa
andremo a fotografare quindi lo zoom non ci serve. Mi raccomando fate
attenzione a non fare l’errore più comune al mondo, cioè quello di dire
“metto lo zoom” quando aumentate la focale. Lo zoom non è una focale
maggiore, lo zoom è un obiettivo che ti permette di cambiare focale. Se
dovete comprarvi un obiettivo per il food, per iniziare vi consiglio
vivamente il 50 fisso. Costa poco ed è il miglior amico che possiate mai
avere, leggero, pratico e luminoso. E’ un grande classico, e con lui
sono state fatte la maggior parte delle più belle foto di sempre dai più
famosi fotografi (anche perchè gli zoom sono una recente invezione in
realtà). Io lo uso nell’80% dei casi e una volta che vi siete scrollati
di dosso la pigrizia data dagli zoom, lo adorerete anche voi. Poi con un
50 luminoso potete sfruttare anche la poca profondità di campo che,
personalmente, trovo stupenda applicata al food (ma anche di questo
parlerò meglio nel prossimo post che dedicherò alla luminosità degli
obiettivi e ai diaframmi).
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| obiettivi 50 Nikon e Canon |
Un’altra cosa poi basta, giuro! C’è un’ultima constatazione da fare.
Considerando le reflex, ci sono due tipologie di macchine a seconda del
tipo di sensore che hanno: le full frame e le APS-C. Le full frame sono
di livello più professionale e quindi anche più costose. Le APS hanno un
sensore più piccolo quindi a parità di obiettivo si riduce anche la
focale. Mi spiego meglio. Quello che per chi possiede una full-frame è
una focale 50mm, per chi ha una APS diventa una focale 35mm. Quindi se
volete avere un obiettivo che abbia l’angolo di campo dell’occhio umano e
possedete una APS, compratevi un obiettivo 35, non un 50. Se volete un
tele 100, compratevi un 75 o un 80. E’ facile dai ;) Per tutti i
chiarimenti scrivetemi qui sotto e vi risponderò con piacere come al
solito. Questo post può risultare un po’ ostico con tutte queste
informazioni ma erano cose che andavano spiegate assolutamente quindi se
siete un po’ in crisi non fatevi problemi a chiedere.
Buoni scatti a tutti!"
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