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giovedì 27 giugno 2013

Una colazione estiva, forse




Quest'anno l'estate s'è fatta attendere e non sono nemmeno sicura di poter dire che sia arrivata veramente. Il mio parametro di valutazione a Roma è il livello di potenza del ventilatore e ancora nemmeno ho avuto bisogno di accenderlo. Non che così stia male, anzi. Però una cosa mi è mancata: la frutta dolce e zuccherina che solo il sole e caldo sanno dare. Le ciliege le ho praticamente saltate a piè pari, le albicocche ancora non mi convincono, le pesche nemmeno (apparte le tabacchiere) e la prima fetta di anguria buona l'ho provata giusto oggi. Le mie colazioni d'estate sono principalmente frullati di frutta e latte, ma visto che il primo ingrediente è venuto a  mancare mi sono buttata su yogurt, cereali e spalmina.



Poi una mattina che ero meno rimbecillita del solito, mi sono ricordata di avere in fondo al congelatore delle vaschette di frutti bosco, comprati in quantità a fine estate dell'anno scorso e messi da parte per l'inverno. La frutta congelata bene si mantiene tranquillamente per un anno così ho ripescato dei lamponi e mi sono fatta una coppa con gelato allo yogurt, lamponi, cereali glassati e sciroppo d'acero. Non è niente di speciale o di nuovo, ma dopo un'invernata di latte caldo e biscotti, il sapore dei lamponi buoni con il gelato, addolcito da quella meravigliosa droga color ambra... ci voleva proprio! Se non vi piacciono le colazioni fredde potete tranquillamente sostituire il gelato allo yogurt con dello yogurt denso tipo quello greco.




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venerdì 3 maggio 2013

Yogurt alla pera e camomilla



Lo yogurt con la frutta mi piace tantissimo perchè offre infinite possibilità e combinazioni di gusti. Comprare solo quello già pronto che si trova nei negozi è limitante perché viene prodotto quasi sempre da tutte le marche nelle stesse versioni monogusto come fragola, banana, ciliegia e simili (apparte in rari casi e da piccole aziende meritevoli). D'altro canto fare lo yogurt partendo proprio da zero può risultare un po' lungo e non sempre si ha voglia/tempo di farlo. 


La mia soluzione è semplicemente quella di comprare dello yogurt bianco neutro (io mi rifornisco al mercato di S.Teodoro perchè lì lo trovo buonissimo sia di mucca che di capra) e divertirmi poi con gli abbinamenti che mi vengono in mente. Inoltre non sopporto lo yogurt venduto con la frutta in pezzi dentro perchè è sempre insipida e molliccia. Lo preferisco cremoso e vellutato, e se proprio ci voglio la frutta a pezzi ce la metto io due secondi prima di mangiarmelo... lo so sono fissata!


Questa che ho scelto è una combinazione dolce ma molto delicata, rilassante direi: pera e camomilla. Per amalgamare la camomilla allo yogurt senza renderlo liquido come quelli da bere, basta fare uno sciroppo invece che un semplice infuso. Servirà anche per concentrare maggiormente il sapore e l'odore tipico di questi piccoli fiori. Usate sempre fiori essiccati comprati in erboristeria o in negozi dedicati, assolutamente non bustine con polveri tritate già pronte perché i fiori integri mantengono l'aroma e le proprietà curative e sedative. Quattro bustine valgono quanto un unico cucchiaino di fiori interi, se consideriamo quelli che almeno vendono un trito di pura camomilla, perchè in molte bustine purtroppo nemmeno si sa che schifo mettono dentro tra aromi e dolcificanti vari. 


Dosi per : 4 bicchierini    Difficoltà : facile    Tempo : 20 min

Ingredienti :
  • 3 cucchiai di fiori di camomilla essiccati
  • 50 gr di zucchero
  • 250 ml di acqua
  • 1 pera a polpa morbida e dolce
  • 3 vasetti di yogurt bianco denso e cremoso

Procedimento : 


In un pentolino scaldate l'acqua a 90° e metteteci in infusione i fiori per 10-15 min tenendolo chiuso con un coperchio. Trascorso questo periodo mescolate un po' l'infuso e filtratelo pressando bene i fiori. Versate di nuovo il liquido nel pentolino, aggiungete lo zucchero e portate lentamente ad ebollizione. Riducete lo sciroppo che si cree ad una densità un po' inferiore a quella del miele liquido (non troppo denso nè eccessivamente liquido per capirci) poi immergete il pentolino in acqua fredda in modo da raffreddare molto velocemente lo sciroppo. Sbucciate la pera, tagliatela a pezzetti e frullatela fino ad ottenere un purea omogenea e liscia (se la pera è molto acquosa filtrate la purea per renderla più densa). Versate lo yogurt in una ciotola e mescolatelo bene con lo sciroppo alla camomilla e la purea di pera. Versate nei bicchierini e decorate con delle fettine sottili di pera.


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mercoledì 17 aprile 2013

Orange upside down cake come dico io - ovvero torta rovesciata alle arance super delicata e soffice (senza latte né burro)



Questo post è un po' in ritardo, lo ammetto. E' finalmente arrivata la primavera (anche se ha fatto freddo fino a pochi giorni fa) e io vi posto una torta alle arance, un frutto invernale. Ma che ci volete fare, ho parecchi lavori ultimamente (per fortuna!) e alcune cose mi sfuggono. Ho in archivio una quantità di ricette e fotografie vecchie mai pubblicate che nemmeno potete immaginare. Anzi a dirla tutta ormai sto talmente tanto in cucina per preparare ricette fornitemi dai clienti per fotografarle, che ho poco tempo per farne di mie nuove, di quelle che vorrei preparare solo perchè mi piacciono e basta.



Questa torta però non volevo lasciarla nel cassetto perchè era venuta troppo buona e troppo bella, perchè è fatta con le arance siciliane meravigliose dei Contadini Per Passione di cui vi avevo già parlato qui, perchè non è una delle solite orange cake americane con burro, o mandorle o marmellata, e perchè in queste foto c'è un graditissimo ospite che, tra le altre cose, mi ha fornito l'alzata e il piattino che vedete: Vetri delle Venezie.


Queste arance sono speciali non solo per il sapore ma anche perchè hanno una buccia così tosta e profumata che le fanno mantenere perfettamente per settimane e settimane. Questo post è in ritardo ma non poi così tanto come potreste immaginare, nel senso che avendo questi frutti meravigliosi da parecchio tempo data la notevole quantità che mi era arrivata, ho preparato la torta con le ultime arance rimaste ed erano ancora perfette come appena ricevute. Con tutte le altre mi sono fatta una valanga di spremute, ho preparato alcuni piatti salati interessanti e non ho buttato via nemmeno una scorza. Sarebbe stato un sacrilegio dato il loro profumo inebriante così la maggior parte le ho essiccate con tanta pazienza lasciandole per alcuni gironi sopra tutti i termosifoni di casa per poterle poi usare per infusi e tisane, altre le ho candite e con una buona parte ci ho preparato litri di arancino alla vaniglia. Per questa torta invece non ci sono stati "avanzi" perchè le arance andavano affettate intere.


Riguardo all'ospite di questo post invece posso dirvi che ho scelto di collaborarci non solo per la bellezza dei prodotti, ma anche per la loro scelta di fare un made in Italy con lavorazioni manuali di estrema qualità che si concretizzano nella produzione di oggetti in vetro puro, limpido e perfetto, senza difetti. I loro prodotti vengono sottoposti a vari controlli a tutti i livelli della filiera, e a test di laboratorio per verificare la resistenza e la trasparenza al top. Scelgono una materia prima completamente priva di impurità, il vetro “extra white” per intenderci, privo di sfumature e con un'elevata lucentezza. Inoltre la sua riciclabilità è al 100% grazie alla totale assenza di piombo. Quante volte mi è capitato di cercare props adatti per presentare bene sia le mie ricette che quelle che fotografo per lavoro, e quante volte ho trovato oggetti realizzati con evidente poca cura, sopratutto quelli in vetro. Ho trovato alzate storte, piene di bolle d'aria all'interno, oggetti troppo leggeri per svolgere bene la loro funzione, e a volte mi sono ritrovata a prenderli comunque per fretta o perchè non riuscivo a trovare altro in quel momento e poi a passare tempo in postproduzione a sistemarli nell'immagine. Ma nella realtà rimanevano così. Se si devono avere oggetti non solo per allestire i set fotografici come succede a me, ma magari anche per tenerli ed usarli in casa, comprarne di buoni, belli e che durino nel tempo è un obbbligo a meno di non volerli ricomprare ogni 3 mesi.


Vetri delle Venezie ha varie linee e tipologie di oggetti in vetro, colorati, trasparenti, decorati, lisci e per mio gusto ho scelto di fami mandare tutti oggetti molto semplici, dalle linee pulite ed eleganti, per poterli utilizzare anche con preparazioni e set diversi. Mi piacciono le cose semplici e trovo che quando una ricetta è ben fatta e ben presentata di suo non abbia bisogno di accessori troppo vistosi attorno, ma anzi necessiti di una semplice eleganza per venire esaltata. L'alzata che vedete è estremamente pulita nelle linee e non troppo alta, perfetta per una torta a metà tra il rustico e il raffinato come questa, che ha già un forte colore acceso di suo. Questa alzata pesa, il piatto è spesso e resistente così da poter sorreggere facilmente ache torte più complesse e "sostanziose". Il bello è che guardandola da l'idea di leggerezza e delicatezza, ma tenendolandola in mano da l'idea di resistenza e forza per via dello spessore del vetro e del peso. Il vetro di Vetri delle Venezie sopporta sbalzi termici superiori ai 200 C°, è utilizzabile in microonde, lavabile in lavastoviglie senza perdere brillantezza nel tempo e resiste agli impatti in modo molto superiore ad altri. Il piattino nel quale ho messo la fetta di torta in realtà è la base di una burriera, sempre loro omaggio, completata da un bella cupola a base quadrata. Visto che ultimamente sono diventata una drogata di burro salato da spalmare sul pane prima di inziare la cena, sapete che fine fa quella bella burriera ;) Inoltre tra i loro prodotti ho scelto anche il bicchiere che vedete in fondo al post, con base e gambo trasparente ma calice bianco opaco. E' un bicchiere da acqua anche se ha la forma da vino e mi è sembrato davvero un bell'oggetto da mettere in tavola, moderno e originale.


Per quanto riguarda la torta invece, ho modificato parecchio la ricetta classica, cambiando completamente la base e lasciando lo stesso procedimento per le arance caramellate. Volevo una base soffice e leggera, senza burro nè latte, per poterci fare sia colazione che merenda a grandi fette senza troppi rimorsi. Così la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la semplicissima torta allo yogurt che fa mia madre da anni, solo con uova, olio e yogurt per l'appunto. Le dosi degli ingredienti hanno come unità di misura il "vasetto" dello yogurt al posto di grammi o decilitri, nel senso che dopo aver utilizzato lo yogurt si misurano i restanti ingredienti versandoli nel vasetto rimasto vuoto. Questo rende tutto indubbiamente più semplice e veloce. Altra variante è che ho aggiunto i semi di vaniglia allo zucchero per caramellare perchè arancia e vaniglia assieme mi hanno sempre mandato fuori di testa! La torta è in versione upside-down, cioè sottosopra perchè le fette di arance caramellate vanno disposte sul fondo dello stampo, va aggiunto poi l'impasto della torta, messo tutto in forno e una volta cotta la torta va proprio rovesciata per essere servita. Vi lascio la ricetta e spero che, se anche adesso non trovate più arance e non potete rifarla, vi rivenga in mente di prepararla appena ritornerà un po' di freddo ;)


Dosi per : 6 persone      Difficoltà : facile     Tempo : 40 min di preparazione + 30/40 min di cottura

Ingredienti per le arance caramellate alla vaniglia :
  • 220 gr di zucchero semolato
  • 125 ml d'acqua
  • una bacca di vaniglia
  • 2 arance bio (dovete mangiarvi anche la buccia quindi non devono essere trattate)

Ingredienti per la base :
  • un vasetto di yogurt bianco da 125 gr
  • 3 uova
  • 2 vasetti di zucchero
  • 3 vasetti di farina
  • mezzo vasetto d'olio di semi di arachide
  • una bustina di lievito per dolci
Procedimento : 

Prima di tutto bisogna caramellare le arance: mettete lo zucchero, l'acqua e i semi della vaniglia in una pentola dal fondo spesso a fuoco medio. Mescolate bene fin quando lo zucchero non si sarà sciolto completamente. Aggiungete le arance tagliate a fette sottili con tutta la buccia. Se volete potete mettere anche la bacca di vaniglia rimasta vuota per caramellarla e usarla alla fine come decorazione. Lasciate bollire per circa 20 minuti finchè le arance non diventano morbide e ben caramellate. Togliete la pentola dal fuoco e distribuite le fette sul fondo di uno stampo da forno di 26cm di diametro aggiungendo anche un po' del caramello rimasto nella pentola. Se vi avanza altro caramello potete tenerlo da parte per versarlo sulle singole fettine di torta quando le servite.

Per preparare la base della torta sbattete con una frusta elettrica le uova con lo yogurt e lo zucchero. Poi aggiungete la farina, l'olio e il lievito sempre continuando a mescolare fino ad avere un composto omogeneo.

Infine versate il composto nello stampo sopra le fette di arancia e cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 30-40 minuti. Fate la prova dello stecchino per verificare la cottura. Sfornate la torta, lasciatela raffreddare e rovesciatela su un piatto da portata o su un'alzata. Se avete caramellato anche la bacca di vaniglia mettetela al centro della torta.

Già che ci sono vi lascio pure due foto fatte al volo alcuni mesi fa delle scorze di arancia in infusione con l'alcol e di una delle tante bottigliette di arancino che ne sono venute fuori :)






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martedì 15 gennaio 2013

Ricette con le arance per Airc e La Cucina Italiana




Scommetto che tutti conoscete l'iniziativa "Arance della salute" dell'Airc (associazione italiana per la ricerca sul cancro). Da anni ormai, in questo periodo, trovate i loro banchetti che vendono arance rosse di Sicilia in tutte le piazze italiane. Quest'anno l'iniziativa viene svolta in collaborazione con la storica rivista di cucina "La Cucina Italiana", lo chef Moreno Cedroni e con alcuni foodblog. Come? Semplicemente dando spazio a ricette a base d'arancia per invogliare il consumo di frutta e verdura di stagione. Mangiare bene, sano e di stagione è un grandissimo aiuto per la prevenzione del cancro e per stare bene in generale. Nel sito de La cucina italiana trovate una pagina dedicata con ricette e informazioni sulle arance, un pdf scaricabile sugli agrumi, e un video sulla prevenzione e la salute in cucina che potete vedere a questo link (le cose da fare sono semplicissime e sono buoni criteri da seguire sempre: consumare carne massimo una volta a settimana, prendere solo prodotti stagionali, e preferire condimenti e grassi vegetali a quelli animali).
Vi lascio di seguito una raccolta di tutte le ricette con le arance che ho pubblicato in questi due anni di blog e vi ricordo che sabato 26 gennaio con un contributo di 9 euro potete ricevere una reticella da 2,5 kg di arance rosse siciliane, di qualità e provenienza garantite, contrassegnate dal marchio dell'Airc, e diventare soci dell'associazione per un anno.


















Cliccando sul nome di ogni preparazione trovate la pagina con la relativa ricetta.
Buona vitamina C a tutti!


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venerdì 5 ottobre 2012

Torta miele e fichi con cupcake


Ultima chiamata per i fichi, uno dei frutti da cui sono più dipendente. Nel giro di qualche giorno non si troveranno più ma mi consolerò velocemente con cachi e melagrane! Questa torta con realtivi cupcakes li preparai un paio di mesi fa con i primi fichi, per il compleanno di un'amica. I piccolini non erano previsti ma mi era avanzato dell'impasto così ho preso dei pirottini e via, infornati pure quelli.


Avevo già preparato una torta l'anno scorso sempre con miele e fichi ma era tutta un'altra cosa: una specie  di semifreddo da tenere in frigo con dacquoise alle mandorle dentro, dalla preparazione abbastanza lunga e complessa. Questa invece è una torta calda e cotta, facile e veloce da preparare, ripiena di marmellata ai fichi (quella buona, vellutata, dolce, con pochi semini, fatta in casa insomma). Vi lascio la ricetta qui sotto ma la trovate anche nel sito di "Ricette per Cucinare" a questo link.



Dosi per : 6-8 persone      Difficoltà : facile    Tempo : 15 min di preparazione + 45 min di cottura
Ingredienti :
  • 4 uova
  • 250 gr di miele
  • 150 ml di olio di semi di arachidi
  • 1 bicchiere di latte (190 gr)
  • 350 gr di farina
  • 1 bustina di lievito
  • 250 gr di marmellata di fichi
  • 4-5 fichi morbici e maturi
Procedimento : 
Mescolate con le fruste le uova col miele per 5 minuti, fino a farle raddoppiare di volume ed ottenere un composto spumoso. Aggiungete l'olio a filo continuando a mescolare ed in seguito versate il latte. Unite un po' alla volta la farina setacciata e il lievito. Foderate con la carta da forno uno stampo di 20-22 cm di diametro. Versate l'impasto nello stampo e infornate a 180° per 45 minuti. A fine cottura lasciate raffreddare bene. Tagliate la torta a metà. Spalmate la marmellata nella metà inferiore premendo con la spatola per farla assorbire assorbire un po'. Poi spalmatene ancora. Coprite con la metà superiore e togliete una parte della calotta con il coltello. Riempite il vuoto creato con la polpa di 2 o 3 fichi. Tagliate a metà i due fichi restanti e usateli per decorare.
Per i cupcakes versate l'impasto nei pirottini, poi sfornate e lasciate raffreddare (impiegheranno meno tempo della torta a cuocersi). Con un coltello scavateli e versate dentro la marmellata di fichi. Chiudete il foro con mezzo fico.





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venerdì 17 agosto 2012

Sorbetto di anguria e champagne servito nell'anguria


Vi aspettavate la quarta puntata del viaggione in Svizzera vero? E invece per quello dovrete aspettare ancora un po'. Ora sono in vacanza nelle mie Marche e non ho molto tempo/voglia di scrivere e sistemare foto. Giusto per non lasciarvi proprio a secco vi propongo questa ricettina facile e fresca. Un bel sorbetto che può essere allungato/alcolizzato un po' con champagne o prosecco e servito direttamente dentro ad un piccola anguria. Una goduria per il dopocena, quando fa ancora caldo e magari vi serve un aiuto per digerire (tipo me adesso che sto 2 tagliate di entrecote sullo stomaco). L'ho preparato poco tempo fa per "Ricette per Cucinare" e potete trovare la ricetta con le foto passo passo qui, oppure la ricetta normale di seguito come al solito.

 


Dosi per :    Difficoltà : facile   Tempo : 15 min + tempo di refrigerazione
Ingredienti :
  • un' anguria piccola e sferica da 2 kg
  • 1 tazza d'acqua
  • 2 cucchiai di zucchero
  • champagne o prosecco
Procedimento :  
Prendete un'anguria piccolina e sferica di circa 2 kg. Tagliate via la calotta. Svuotatela e tenete da parte la polpa. Eliminate tutti semi dalla polpa e frullatela. Mettete acqua e zucchero in un pentolino e portate ad ebollizione, poi lasciate raffreddare.Unite l'acqua zuccherata alla polpa frullata e mettete in freezer per qualche ora. Di tanto in tanto togliete il sorbetto dal freezer e mescolatelo bene con un cucchiaio per evitare la formazione di grossi pezzetti di ghiaccio. Se non avete intenzione di servirlo appena avrà raggiunto la giusta consistenza, potete lasciarlo a gelare in freezer e tirarlo fuori 15-20 min prima di servirlo rigirandolo energicamente. Versate il sorbetto nell'anguria vuota che nel frattempo avete conservato in frigo. Se volete potete irrorarlo con del prosecco o dello champagne. Quando avrà riottenuto la giusta consistenza potete servirlo.






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sabato 7 luglio 2012

Il Burlesque Racemi e le fragoline di Nemi




Bella la bottiglia vero? Una meraviglia! E il contenuto è anche buono, anzi buonissimo. E' un brut rosè di Racemi, una casa vinicola pugliese che ringrazio per avermi inviato alcuni di questi splendori. Burlesque è il nome che hanno scelto per questo vino, e basta provarlo per capire perchè: frizzantissimo, profumato di ciliegie e frutti rossi, di un colore rosa intenso e un sapore morbido nonostante le bollicine che ti solleticano la lingua (la descrizione di una performer burlesque non si distacca molto da questa).



Ve lo segnalai anche qui, quando lo provai durante la serata del Gambero Rosso dedicata ai rosè italiani. Purtroppo (o perfortuna) è una produzione limitata a 5000 bottiglie, un negramaro in purezza protetto da un tappo a corona rosa anche lui. La bottiglia è rivestita da una sottile patina trasparente con una texture che vuole ricordare la lingerie femminile lasciando vedere il colore del vino.



Hanno osato con il tappo a corona (ancora poco apprezzato per i vini dagli europei, ma estremamente comune negli altri continenti). Questo tipo di tappo è in grado di conservare perfettamente le proprietà organolettiche del vino ma risente di un grosso problema di estetica. La bottiglia di vino prestigiosa e di tradizione non sembra adatta a questa scelta e si continua a preferire l’opzione sughero per dare più serietà al prodotto. Figuratevi che quanto noi italiani ci stupiamo per un tappo così su un vino, altrettanto gli americani si stupiscono del sughero (cosa rara e preziosa per loro). Alla fine il sughero viene prodotto dalla corteccia delle querce e se si può fare a meno di squoiarle senza perdere le qualità del vino... perchè no? Magari la corona non è adatta a tutti i vini ma per bottiglie di questo tipo e per vini non da invecchiamento, io non sono affatto contraria.


All'inizio ho cercato qualche piatto da abbinare a questo brut, ho pensato a qualcosa con la frutta (ma evitando bene gli agrumi). Poi mi sono venuti in mente aperitivi vari, antipasti e finger food. Ci starebbero bene anche frutti di mare e pesce crudo (se solo li mangiassi) e zuppe. Ma alla fine ho ceduto e l'ho usato per un cocktail, semplice semplice per non coprirne troppo il sapore. Per prepararlo ho utlizzato le famose e saporitissime fragoline di Nemi (prese proprio al paese nel giorno della sagra delle fragole).


La sagra di Nemi la scoprii per caso 3 anni fa, girovagando d'estate col motorino per i castelli romani: arrivai in paese in piena festa (un deliro di persone drogate di fragoline, funghi porcini, e salumi vari... poteva essere il paradiso!). Quest'anno ci sono tornata apposta in un orario utile per evitare la folla e devo dire che ha funzionato: il paese era vuoto, mi sono fatta una passeggiatina panoramica sul lago vulcanico, mi sono mangiata una pannacotta fragolosa e ho raccimolato qualche cestino di fragoline da portare a casa (ora alcune sono nel mio freezer assieme a more, lamponi e mirtilli aspettando la morte in qualche dolce). Vi lascio la ricetta (se così si può chiamare) del cocktail a cui non ho dato un nome.... la creatività per i nomi ha sempre scarseggiato in me.



Dosi per : 1      Difficoltà : facilissima   Tempo : 2 min
Ingredienti :
  • 2/3 di Burlesque Racemi (o di un altro brut rosè)
  • 1/3 di nettare di fragole
  • 5-6 fragoline di Nemi (o fragoline di bosco)
Procedimento : 
Lavate le fragoline e mettetele nel flute. Versate il nettare di fragola fino a rimepire 1/3 del bicchiere (io ho usato questo che adoro, preparato da un signore che vende frutti di bosco e marmellate al mercato di S. Teodoro). Poi riempite il resto del bicchiere col brut. Potete servirlo anche con un cucchiaino dal manico lungo per prendere meglio le fragoline. Consiglio: non lasciatele alla fine del bicchiere ma mangiatele mentre sorseggiate... è più buono così!

P.S.: Se vi state chiedendo come mai ho tale confidenza con il mondo burlesque da capire che nome più azzeccato per questo vino non poteva esistere, beh... no, non mi trasformo in pin up durante la notte ma ho una carissima amica che invece lo fa, e che mi ha fatto conoscere altre sue colleghe. Le ho seguite per un periodo fotografando i loro show e scattando nei camerini mentre si reinventavano donne sensualissime, piene di rossetto, tatuaggi e pizzi. Vi lascio alcune foto di scena fatte in quei giorni.








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martedì 19 giugno 2012

Tiramisù alle fragole



Il tiramisù è quasi sempre il primo dolce che si impara a fare, perchè non richiede cottura di alcun tipo. La crema al mascarpone, che ne è l'elemento principale, ben si presta ad accoppiamenti vari e declinazioni del dolce originale con cacao e caffè e, avendone provati di diversi, devo dire che il mio preferito è quello con cioccolato e banana. Questa versione primaverile/estiva invece mi è stata commissionata da "Ricette per cucinare" e l'ho preparata con molto piacere dato che a volte, presi da preparazioni più complesse, ci si dimentica di quanto siano buone anche quelle più semplici e comuni. La ricetta con le foto passo passo potete trovarla a questo link, ma la riporto anche qui sotto.

Dosi per : 5 persone    Difficoltà : facile    Tempo : 30 min
Ingredienti :
  • 250gr di mascarpone
  • 3 uova
  • 60 gr zucchero + qualche cucchiaino
  • succo di limon qb
  • 200gr di fragole
  • 7-8 savoiardi
Procedimento
Lavate le fragole, tagliatele a pezzetti piccoli e lasciatele a marinare con qualche cucchiaino di zucchero e un po' di succo di limone per almeno 1 ora (se avete fretta invece di lasciarle a marinare potete prendere 1/3 delle fragole e frullarle). Nel frattempo preparate la crema di mascarpone: dividete i rossi dai bianchi delle uova e sbattete i rossi con lo zucchero finchè non diventeranno spumosi e chiari. Ora aggiungete delicatamente il mascarpone e amalgamatelo. Montate i bianchi a neve fermissima e amalgamateli al composto. Tagliate i savoiardi a pezzetti. Dividete le fragole dal succo che hanno rilasciato e versate il succo in una ciotola con i savoiardi (oppure se avete frulato le fragole versate la purea). Versate un po' dei savoiadi in un bicchierino, poi versate sopra un po' di crema al mascarpone. Infine versate i pezzetti di fragole e decorate con un po' di menta fresca. Volendo se avete recipienti più grandi potete fare più strati di savoiardi, crema e fragole.


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