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giovedì 27 giugno 2013

Una colazione estiva, forse




Quest'anno l'estate s'è fatta attendere e non sono nemmeno sicura di poter dire che sia arrivata veramente. Il mio parametro di valutazione a Roma è il livello di potenza del ventilatore e ancora nemmeno ho avuto bisogno di accenderlo. Non che così stia male, anzi. Però una cosa mi è mancata: la frutta dolce e zuccherina che solo il sole e caldo sanno dare. Le ciliege le ho praticamente saltate a piè pari, le albicocche ancora non mi convincono, le pesche nemmeno (apparte le tabacchiere) e la prima fetta di anguria buona l'ho provata giusto oggi. Le mie colazioni d'estate sono principalmente frullati di frutta e latte, ma visto che il primo ingrediente è venuto a  mancare mi sono buttata su yogurt, cereali e spalmina.



Poi una mattina che ero meno rimbecillita del solito, mi sono ricordata di avere in fondo al congelatore delle vaschette di frutti bosco, comprati in quantità a fine estate dell'anno scorso e messi da parte per l'inverno. La frutta congelata bene si mantiene tranquillamente per un anno così ho ripescato dei lamponi e mi sono fatta una coppa con gelato allo yogurt, lamponi, cereali glassati e sciroppo d'acero. Non è niente di speciale o di nuovo, ma dopo un'invernata di latte caldo e biscotti, il sapore dei lamponi buoni con il gelato, addolcito da quella meravigliosa droga color ambra... ci voleva proprio! Se non vi piacciono le colazioni fredde potete tranquillamente sostituire il gelato allo yogurt con dello yogurt denso tipo quello greco.




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venerdì 3 maggio 2013

Yogurt alla pera e camomilla



Lo yogurt con la frutta mi piace tantissimo perchè offre infinite possibilità e combinazioni di gusti. Comprare solo quello già pronto che si trova nei negozi è limitante perché viene prodotto quasi sempre da tutte le marche nelle stesse versioni monogusto come fragola, banana, ciliegia e simili (apparte in rari casi e da piccole aziende meritevoli). D'altro canto fare lo yogurt partendo proprio da zero può risultare un po' lungo e non sempre si ha voglia/tempo di farlo. 


La mia soluzione è semplicemente quella di comprare dello yogurt bianco neutro (io mi rifornisco al mercato di S.Teodoro perchè lì lo trovo buonissimo sia di mucca che di capra) e divertirmi poi con gli abbinamenti che mi vengono in mente. Inoltre non sopporto lo yogurt venduto con la frutta in pezzi dentro perchè è sempre insipida e molliccia. Lo preferisco cremoso e vellutato, e se proprio ci voglio la frutta a pezzi ce la metto io due secondi prima di mangiarmelo... lo so sono fissata!


Questa che ho scelto è una combinazione dolce ma molto delicata, rilassante direi: pera e camomilla. Per amalgamare la camomilla allo yogurt senza renderlo liquido come quelli da bere, basta fare uno sciroppo invece che un semplice infuso. Servirà anche per concentrare maggiormente il sapore e l'odore tipico di questi piccoli fiori. Usate sempre fiori essiccati comprati in erboristeria o in negozi dedicati, assolutamente non bustine con polveri tritate già pronte perché i fiori integri mantengono l'aroma e le proprietà curative e sedative. Quattro bustine valgono quanto un unico cucchiaino di fiori interi, se consideriamo quelli che almeno vendono un trito di pura camomilla, perchè in molte bustine purtroppo nemmeno si sa che schifo mettono dentro tra aromi e dolcificanti vari. 


Dosi per : 4 bicchierini    Difficoltà : facile    Tempo : 20 min

Ingredienti :
  • 3 cucchiai di fiori di camomilla essiccati
  • 50 gr di zucchero
  • 250 ml di acqua
  • 1 pera a polpa morbida e dolce
  • 3 vasetti di yogurt bianco denso e cremoso

Procedimento : 


In un pentolino scaldate l'acqua a 90° e metteteci in infusione i fiori per 10-15 min tenendolo chiuso con un coperchio. Trascorso questo periodo mescolate un po' l'infuso e filtratelo pressando bene i fiori. Versate di nuovo il liquido nel pentolino, aggiungete lo zucchero e portate lentamente ad ebollizione. Riducete lo sciroppo che si creerà ad una densità un po' inferiore a quella del miele liquido (non troppo denso nè eccessivamente liquido per capirci) poi immergete il pentolino in acqua fredda in modo da raffreddare molto velocemente lo sciroppo. Sbucciate la pera, tagliatela a pezzetti e frullatela fino ad ottenere un purea omogenea e liscia (se la pera è molto acquosa filtrate la purea per renderla più densa). Versate lo yogurt in una ciotola e mescolatelo bene con lo sciroppo alla camomilla e la purea di pera. Versate nei bicchierini e decorate con delle fettine sottili di pera.


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mercoledì 17 aprile 2013

Orange upside down cake come dico io - ovvero torta rovesciata alle arance super delicata e soffice (senza latte né burro)



Questo post è un po' in ritardo, lo ammetto. E' finalmente arrivata la primavera (anche se ha fatto freddo fino a pochi giorni fa) e io vi posto una torta alle arance, un frutto invernale. Ma che ci volete fare, ho parecchi lavori ultimamente (per fortuna!) e alcune cose mi sfuggono. Ho in archivio una quantità di ricette e fotografie vecchie mai pubblicate che nemmeno potete immaginare. Anzi a dirla tutta ormai sto talmente tanto in cucina per preparare ricette fornitemi dai clienti per fotografarle, che ho poco tempo per farne di mie nuove, di quelle che vorrei preparare solo perchè mi piacciono e basta.



Questa torta però non volevo lasciarla nel cassetto perchè era venuta troppo buona e troppo bella, perchè è fatta con le arance siciliane meravigliose dei Contadini Per Passione di cui vi avevo già parlato qui, perchè non è una delle solite orange cake americane con burro, o mandorle o marmellata, e perchè in queste foto c'è un graditissimo ospite che, tra le altre cose, mi ha fornito l'alzata e il piattino che vedete: Vetri delle Venezie.


Queste arance sono speciali non solo per il sapore ma anche perchè hanno una buccia così tosta e profumata che le fanno mantenere perfettamente per settimane e settimane. Questo post è in ritardo ma non poi così tanto come potreste immaginare, nel senso che avendo questi frutti meravigliosi da parecchio tempo data la notevole quantità che mi era arrivata, ho preparato la torta con le ultime arance rimaste ed erano ancora perfette come appena ricevute. Con tutte le altre mi sono fatta una valanga di spremute, ho preparato alcuni piatti salati interessanti e non ho buttato via nemmeno una scorza. Sarebbe stato un sacrilegio dato il loro profumo inebriante così la maggior parte le ho essiccate con tanta pazienza lasciandole per alcuni gironi sopra tutti i termosifoni di casa per poterle poi usare per infusi e tisane, altre le ho candite e con una buona parte ci ho preparato litri di arancino alla vaniglia. Per questa torta invece non ci sono stati "avanzi" perchè le arance andavano affettate intere.


Riguardo all'ospite di questo post invece posso dirvi che ho scelto di collaborarci non solo per la bellezza dei prodotti, ma anche per la loro scelta di fare un made in Italy con lavorazioni manuali di estrema qualità che si concretizzano nella produzione di oggetti in vetro puro, limpido e perfetto, senza difetti. I loro prodotti vengono sottoposti a vari controlli a tutti i livelli della filiera, e a test di laboratorio per verificare la resistenza e la trasparenza al top. Scelgono una materia prima completamente priva di impurità, il vetro “extra white” per intenderci, privo di sfumature e con un'elevata lucentezza. Inoltre la sua riciclabilità è al 100% grazie alla totale assenza di piombo. Quante volte mi è capitato di cercare props adatti per presentare bene sia le mie ricette che quelle che fotografo per lavoro, e quante volte ho trovato oggetti realizzati con evidente poca cura, sopratutto quelli in vetro. Ho trovato alzate storte, piene di bolle d'aria all'interno, oggetti troppo leggeri per svolgere bene la loro funzione, e a volte mi sono ritrovata a prenderli comunque per fretta o perchè non riuscivo a trovare altro in quel momento e poi a passare tempo in postproduzione a sistemarli nell'immagine. Ma nella realtà rimanevano così. Se si devono avere oggetti non solo per allestire i set fotografici come succede a me, ma magari anche per tenerli ed usarli in casa, comprarne di buoni, belli e che durino nel tempo è un obbbligo a meno di non volerli ricomprare ogni 3 mesi.


Vetri delle Venezie ha varie linee e tipologie di oggetti in vetro, colorati, trasparenti, decorati, lisci e per mio gusto ho scelto di fami mandare tutti oggetti molto semplici, dalle linee pulite ed eleganti, per poterli utilizzare anche con preparazioni e set diversi. Mi piacciono le cose semplici e trovo che quando una ricetta è ben fatta e ben presentata di suo non abbia bisogno di accessori troppo vistosi attorno, ma anzi necessiti di una semplice eleganza per venire esaltata. L'alzata che vedete è estremamente pulita nelle linee e non troppo alta, perfetta per una torta a metà tra il rustico e il raffinato come questa, che ha già un forte colore acceso di suo. Questa alzata pesa, il piatto è spesso e resistente così da poter sorreggere facilmente ache torte più complesse e "sostanziose". Il bello è che guardandola da l'idea di leggerezza e delicatezza, ma tenendolandola in mano da l'idea di resistenza e forza per via dello spessore del vetro e del peso. Il vetro di Vetri delle Venezie sopporta sbalzi termici superiori ai 200 C°, è utilizzabile in microonde, lavabile in lavastoviglie senza perdere brillantezza nel tempo e resiste agli impatti in modo molto superiore ad altri. Il piattino nel quale ho messo la fetta di torta in realtà è la base di una burriera, sempre loro omaggio, completata da un bella cupola a base quadrata. Visto che ultimamente sono diventata una drogata di burro salato da spalmare sul pane prima di inziare la cena, sapete che fine fa quella bella burriera ;) Inoltre tra i loro prodotti ho scelto anche il bicchiere che vedete in fondo al post, con base e gambo trasparente ma calice bianco opaco. E' un bicchiere da acqua anche se ha la forma da vino e mi è sembrato davvero un bell'oggetto da mettere in tavola, moderno e originale.


Per quanto riguarda la torta invece, ho modificato parecchio la ricetta classica, cambiando completamente la base e lasciando lo stesso procedimento per le arance caramellate. Volevo una base soffice e leggera, senza burro nè latte, per poterci fare sia colazione che merenda a grandi fette senza troppi rimorsi. Così la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la semplicissima torta allo yogurt che fa mia madre da anni, solo con uova, olio e yogurt per l'appunto. Le dosi degli ingredienti hanno come unità di misura il "vasetto" dello yogurt al posto di grammi o decilitri, nel senso che dopo aver utilizzato lo yogurt si misurano i restanti ingredienti versandoli nel vasetto rimasto vuoto. Questo rende tutto indubbiamente più semplice e veloce. Altra variante è che ho aggiunto i semi di vaniglia allo zucchero per caramellare perchè arancia e vaniglia assieme mi hanno sempre mandato fuori di testa! La torta è in versione upside-down, cioè sottosopra perchè le fette di arance caramellate vanno disposte sul fondo dello stampo, va aggiunto poi l'impasto della torta, messo tutto in forno e una volta cotta la torta va proprio rovesciata per essere servita. Vi lascio la ricetta e spero che, se anche adesso non trovate più arance e non potete rifarla, vi rivenga in mente di prepararla appena ritornerà un po' di freddo ;)


Dosi per : 6 persone      Difficoltà : facile     Tempo : 40 min di preparazione + 30/40 min di cottura

Ingredienti per le arance caramellate alla vaniglia :
  • 220 gr di zucchero semolato
  • 125 ml d'acqua
  • una bacca di vaniglia
  • 2 arance bio (dovete mangiarvi anche la buccia quindi non devono essere trattate)

Ingredienti per la base :
  • un vasetto di yogurt bianco da 125 gr
  • 3 uova
  • 2 vasetti di zucchero
  • 3 vasetti di farina
  • mezzo vasetto d'olio di semi di arachide
  • una bustina di lievito per dolci
Procedimento : 

Prima di tutto bisogna caramellare le arance: mettete lo zucchero, l'acqua e i semi della vaniglia in una pentola dal fondo spesso a fuoco medio. Mescolate bene fin quando lo zucchero non si sarà sciolto completamente. Aggiungete le arance tagliate a fette sottili con tutta la buccia. Se volete potete mettere anche la bacca di vaniglia rimasta vuota per caramellarla e usarla alla fine come decorazione. Lasciate bollire per circa 20 minuti finchè le arance non diventano morbide e ben caramellate. Togliete la pentola dal fuoco e distribuite le fette sul fondo di uno stampo da forno di 26cm di diametro aggiungendo anche un po' del caramello rimasto nella pentola. Se vi avanza altro caramello potete tenerlo da parte per versarlo sulle singole fettine di torta quando le servite.

Per preparare la base della torta sbattete con una frusta elettrica le uova con lo yogurt e lo zucchero. Poi aggiungete la farina, l'olio e il lievito sempre continuando a mescolare fino ad avere un composto omogeneo.

Infine versate il composto nello stampo sopra le fette di arancia e cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 30-40 minuti. Fate la prova dello stecchino per verificare la cottura. Sfornate la torta, lasciatela raffreddare e rovesciatela su un piatto da portata o su un'alzata. Se avete caramellato anche la bacca di vaniglia mettetela al centro della torta.

Già che ci sono vi lascio pure due foto fatte al volo alcuni mesi fa delle scorze di arancia in infusione con l'alcol e di una delle tante bottigliette di arancino che ne sono venute fuori :)






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venerdì 26 agosto 2011

I lamponi e lo yogurt alla pesca melba


Chi mi segue sa che adoro la frutta (tutta ad eccezione del cocco). Ogni fase della mia vita è caratterizzata da un colore e da un frutto dominante. Da piccola stravedevo per l'arancio e l'anguria, da adolescente per il nero e la mela fuji, da universitaria per il rosso bordeaux e il mango, e adesso per il bianco panna e i lamponi... ma ahimè, trovare lamponi a Roma non è semplice. Le vaschette che si comprano al supermercato non sanno di niente, si ammuffiscono al secondo giorno e costano un occhio della testa. Quelli congelati invece non sono male ma rilasciano sempre un po' d'acquetta fastidiosa che ne diminuisce il sapore. Come sempre mi viene in aiuto il meraviglioso mercato di S.Teodoro (di cui ho già parlato mille volte) ed in particolare l'azienda agricola "Reda Giuseppina" specializzata nella coltivazione dei frutti di bosco e nella produzione artigianale di nettari (non succhi di frutta ma mervigliosi e densissimi nettari fatti solo di frutta, acqua e zucchero).


Quelli nella foto sono (in ordine di colore) nettare alla fragola, al ribes, al lampone e misto ai frutti di bosco. Hanno anche quello all'albicocca che è la fine del mondo! Da quando ho scoperto questa azienda mi delizio con lamponi, more, ribes e mirtilli e ne ho già messi parecchio in freezer per la scorta invernale. Hanno un sapore meraviglioso e il più delle volte me li mangio così, al naturale. All'idea di cuocerli in un qualche dolce mi piange il cuore, così, per cambiare un po', ho pensato alla pesca melba, ma con la base di yogurt invece di quella al gelato. Dato che mi piacciono sia i sapori dolci che quelli aspri, ho deciso di unire i lamponi allo yogurt bianco dolce (anzi dolcissimo) e la pesca allo yogurt greco magro (mooolto aspro). Inoltre ho approfittato di questa preparazione e del suo famoso creatore per scrivere la ricetta e l'ultimo articolo per L'infilitrato che vi riporto a seguito.


Auguste Escoffier e la pesca melba 

Auguste Escoffier ero lo chef francese più famoso tra la fine dell'800 e l'inizio del '900. Scrisse moltissimi libri di cucina che diventarono dei "cult" del genere e che vengono pubblicati ancora oggi. Veniva soprannominato "lo chef dei re, il re degli chef" perchè, lavorando nei più importanti hotel di Parigi e Montecarlo, aveva avuto occasione di preparare piatti per le più importanti personalità dell'epoca. Tantissime sue ricette rimasero nella storia perchè, oltre che prelibate, risultavano essere semplici e delicate. Escoffier infatti credeva che la gastronomia dovesse essere curata con metodo e praticata con semplicità, valorizzando il sapore ed il nutrimento dei cibi, che dovevano essere anche leggeri e digeribili. Secondo lui un menù non era soltanto una lista di pietanze, ma doveva essere un raggruppamento armonioso di cibi, in modo da formare una “leccorniosa orchestrazione”. Fu lui che per primo propose la divisione dei compiti del personale di cucina in funzione della rapidità creando uno schema organizzativo che rimase in uso nei grandi alberghi fino agli anni sessanta. Una delle sue ricette più famose e semplici è "la pesca melba", un dolce composto da gelato alla vaniglia, pesche e lamponi, creato nel 1899 in onore della soprano australiana Nellie Melba. Lui stesso scrisse: “Ripensando al maestoso cigno mitico che apparve nel primo atto del Lohengrin, le feci servire, al momento opportuno, delle pesche disposte su di un letto di gelato alla vaniglia, all’interno di una coppa d’argento incastrata tra le ali di un superbo cigno scolpito in un blocco di ghiaccio e ricoperto da un velo di zucchero filato". Il dolce divenne così popolare che venne riproposto e interpretato in mille maniere ma la versione originale prevedeva solo pesche dolci e mature, gelato e purea di lamponi.


Dosi per : 3 vasetti    Difficoltà : facile    Tempo : 10 min
Ingredienti per il coulis:
  • 75 gr di lamponi
  • alcune gocce di succo di limone
  • 1 cucchiaino di miele (io ho usato il miele ai frutti di bosco)
Ingredienti per lo yogurt:
  • 400 gr di yogurt bianco dolce (denso)
  • 400 gr di yogurt greco
  • 100 gr di lamponi
  • 1 pesca
Procedimento : 
Mettete gli ingredienti del coulis nel mixer e frullate finchè i lamponi non saranno ridotti a purea. Se come me non gradite i semi, passate il coulis con un colino (basta solo un po' di pazienza) e lasciatelo da parte. Frullate gli altri lamponi lasciandone da parte tre per decorare i vasetti. Passate al colino la purea per togliere i semini, poi rifrullatela con lo yogurt bianco dolce. Sbucciate la pesca, tagliatela a pezzetti e frullatela con lo yogurt greco. In ogni vasetto versate metà yogurt alla pesca, metà ai lamponi e aggiungete sopra un po' di coulis e un lampone intero. Se usate dei vasetti trasparenti per servire e volete che si veda una riga precisa di divisione tra i due tipi di yogurt (come nella foto) dovete versarli piano piano tenendo conto che le prime cucchiaiate che versete del secondo yogurt non si vedranno subito perchè tenderanno ad affondare nel primo. Per questo versate il primo tipo di yogurt per meno della metà del vasetto così poi, con l'aggiunta dell'altro, si alzerà fino ad arrivare alla metà (a dirlo sembra complicatissimo invece è proprio una scemata!). Infine versate un po' di coulis sopra a tutto e mettete un lampone al centro di ogni vasetto.


Dato che alla fine di tutto mi era avanzato un po' di coulis, l'ho utilizzato in maniera super semplice per accompagnare un bicchierino di yogurt bianco dolce con altri lamponi... una delizia anche così!


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venerdì 1 luglio 2011

Yogurt cake alle ciliege... anzi no, alle fragole!


Non è più tempo di fragole purtroppo :-( Questo dolce lo feci assieme al mio ragazzo circa un mese fa e come tantissime altre ricette con foto, è rimasto ad aspettare il suo turno nell'appostita cartella del pc! Se pubblico in media un post a settimana c'è da dire che ne cucino e fotografo almeno 3 per cui potete immaginare il livello di intasamento della suddetta cartella! Molte non vedranno mai la luce con questo blog ma si consoleranno di sicuro per aver visto il mio stomaco! Abbiamo preparato questo cake quando ancora si trovavano fragole ottime e quando, contemporaneamente, spuntavano le prime ciliege. 


Al mio caro e affezzionato mercato di san teodoro c'è un banco che vende solo ciliege in quantità spropositata (frutti buonissimi della fara sabina) e la prima volta che le vidi, belle e rosse, non resistetti e ne comprai subito 2 kg dicendo tra me e me che, oltre a mangiarle così, un modo per usarle in cucina l'avrei trovato... e invece non ho proprio avuto il tempo di trovarlo il modo perchè in 2 giorni erano già finite tutte! Sono peggio di una bambina golosa, me le sono fatte fuori tutte al naturale.


Quando ero piccola facevo lo stesso con quelle dell'albero del mio giardino (che ora è morto e quanto me ne dispiaccio!) e quando mia madre mi mandava a raccoglierle, io, arrampicata sull'albero, facevo "una nel cesto e una a me". Insomma, fatto sta che di cilege per il dolce non ne erano rimaste più mentre il frigo strabordava di fragole così...che cake alle fragole sia! Però leggero, senza burro e con lo yogurt!


C'è da dire però che prima di finire tutte le ciliege sono riuscita a resistere quel poco necessario per scattare qualche foto!



Difficoltà : facile    Tempo : 15 min di preparazione + 45 min di cottura
Ingredienti :

  • 200 gr di fragole fresche
  • 300 gr di farina
  • 1 bustina di lievito
  • 150 gr di zucchero
  • 150 gr di yogurt bianco magro
  • 1 uovo + 2 tuorli
  • la scorza grattugiata di un limone
  • zucchero a velo (facoltativo)
Procedimento : 
Con uno sbattitore elettrico lavorate lo zucchero con l'uovo e i tuorli. Poi aggiungete (uno per volta e continuando a girare) lo yogurt, la scorza del limone, la farina setacciata e il lievito. Lavate le fragole e tagliatele a metà, poi infarinatele per non farle depositare tutte sul fondo del dolce. Versate metà dell'ìmpasto in uno stampo da plumcake foderato con carta forno precedentemente bagnata e strizzata, aggiungete le fragole (lasciandone da parte alcune), versate sopra l'altra metà dell'impasto e adagiate le fragole rimaste sopra al composto. Preriscaladate il forno a 180°C e lasciate cuocere per 45 minuti. Se volete a fine cottura decorate il cake con lo zucchero a velo e al momento di servire aggiungete un ciuffo di panna montata.


P.S.: Pochi giorni dopo aver fatto questo cake, tornata per un week-end nelle Marche, trovo mia nonna con un cesto pieno di ciliege ad aspettarmi (manco a dirlo)! E mentre mangio penso a quanto è buona questa varietà più acidula e più chiara e a quanto le devono essere costate, perchè dovete sapere che al mio paese questi frutti li scambiano per oro e li trovate ad 8 euro al kg (mentre con quelle della fara sabina me la cavo con 3,50 euro)!! Poi mia nonna con la faccia tranquilla mi dice: "guarda dal balcone, sono quelle dell'albero giù in giardino". E io "nonna ma l'unico albero di ciliegio che vedo è quello nel giardino del vicino". E lei: si infatti sono quelle, ne ho rubate un po' per te, tanto i rami sporgono di qua della rete quindi quelle sono mie!". E io: "beh, non funziona proprio così nonna, e se ti vedevano che figura facevi?" E lei: "ho guardato bene prima, avevano le persiane chiuse quindi erano fuori casa!" Io, perplessa per la furbizia che può scaturire da una persona di 85 anni, che ormai non è più al top delle sue capacità mentali, quando si tratta di fregare qualcosa, rispondo con un "beh, grazie ma non lo fare più che poi laggiù è pericoloso e scosceso e ti ci puoi fare anche male". Come potete vedere dalla foto, mia nonna, presa dala foga del furto, s'è portata via pure un pezzo di ramo oltre alle ciliege... e non ho fotografato il ramo vero e proprio (un mezzo metro buono) che ha strappato con attaccate delle ciliege ancora un po' acerbe. La sua motivazione è stata: "Di ciliege mature di qua dalla rete non ce ne erano più e chissà quando ricapita che i vicini stanno fuori casa per così tanto tempo. Ho preso tutto il ramo così fanno in tempo a maturare e ne posso mangiare altre tra qualche giorno!" ... Mi nonna è una vandala, ma ha la scusa dell'età...che però non regge! :-)


P.S.: con questa ricetta partecipo al contest di Aboutfood

PRIMAVERA


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lunedì 9 maggio 2011

Pizza di formaggio pasquale allo yogurt


Son passate due settimane da Pasqua e come avrete notato questa volta me la sono presa comoda! Talmente comoda che nella pizza di formaggio che vedete sopra non ho messo mano... è uscita direttamente dal forno di mia mamma. ;-) Mi sono limitata a fare le foto e mangiarla, e non mi è dispiaciuto affatto! La pizza di formaggio è una preparazione tipica marchigiana ed umbra del periodo pasquale e si mangia al posto del pane per accompagnare i salumi (con la lonza è "la morte sua"!). Viene chiamata pizza ma in realtà ha la forma di un panettone in miniatura e per prepararla serve uno stampo da forno rotondo, stretto ed alto. La ricetta originale prevede un tempo di lievitazione lungo dovuto al lievito di birra e la pizza alla fine risulta compatta e tosta.


Dato che mia madre preferisce di gran lunga impasti soffici e veloci, ha seguito una ricetta che prevede un procedimento diverso e l'utilizzo dello yogurt. Inoltre le dosi degli ingredienti hanno come unità di misura il "vasetto" al posto di grammi o decilitri, nel senso che dopo aver utilizzato lo yogurt si misurano i restanti ingredienti versandoli nel vasetto rimasto vuoto. Questo rende tutto più semplice e veloce anche per chi ha problemi con le unità di misura e con i misurini!


Dosi per : 6      Difficoltà : media     Tempo : 50-60 min
Ingredienti :
  • 1 vasetto di yogurt bianco
  • 3 uova
  • 1/2 vasetto di olio di semi
  • 1 vasetto di pecorino romano grattugiato
  • 1 vasetto di parmigiano reggiano grattugiato
  • 3 vasetti di farina
  • 100 gr di emmental
  • 1 bustina di lievito per pizza
  • 5 o 6 noci
  • sale
  • pepe
Procedimento : 
Mettete le uova in un mixer e iniziate a mescolare. Continuando a girare aggiungete lo yogurt, la farina setacciata con il lievito, l'olio, il pecorino e il parmigiano. Volendo potete aggiungere anche dei gherigli di noce tritati grossolanamente. Salate e pepate a piacere. Stendete il composto ottenuto su una spianatoia leggermente infarinata (per non far attaccare l'impasto) e versate sopra l'emmental tagliato a dadini lasciandone da parte qualche pezzetto. Arrotolate il tutto e mettetelo in uno stampo di circa 15 cm di diametro precedentemente imburrato e infarinato. Aggiungete i dadini tenuti da parte sopra il composto premendo leggermente per farli entrare un po' nell'impasto. Infornate a forno preriscaldato a 180° per 30-40 minuti. A fine cottura lasciate raffreddare la pizza, poi staccatela dallo stampo capovolgendolo e dando dei leggeri colpi sul fondo.


Come immaginerete ho sfruttato il periodo festivo appena passato per rimanere alcuni giorni in più nella mia regione anche se il tempo non è stato affatto clemente. Pioggia, un po' di foschia e freddo mi hanno accompagnato fino al giorno prima della partenza (strano vero?!) e a pasquetta il tempo ha dato il meglio di sè. Abbiamo comunque deciso di fare dei giri nell'interno maceratese visitando Sarnano, Belforte del Chienti e Montefano passando per strade secondarie e di campagna.


Avevo visitato Sarnano da piccola ma non mi ricordavo praticamente nulla. E' stato come andarci per la prima volta e devo dire che è veramente delizioso, curato nei minimi dettagli e ricoperto quasi completamente di mattoncini, dalle pareti esterne degli edifici, alle pavimentazioni, agli interni di ristoranti e negozi. E' un paese in salita che si forma attorno a vicoli, scalette e piazze minuscole e bisogna decisamente avere gambe buone per viverci.


Belforte del Chienti invece l'ho trovato troppo freddo e preciso, restaurato ma troppo ripulito e a volte sembra proprio che si sia cercato di ricreare quello che era impossibilie recuperare dando quell'effetto di finto antico che è invece evidentemente moderno (ce se ne rende conto subito nella piazza principale guardando l'orologio e la merdiana nel campanile del municipio). Mi sono invece piaciute molto le abitazioni originali di pietra nelle quali vengono accostati massi di colori diversi che variano dal grigio scuro all'arancio.


In ogni uscita che si rispetti non mancano mai incontri con animali socievoli e vivaci e questa è stata la volta di due gatti, uno rosso e uno nero, usciti dello studio di un pittore. Avevano il pelo che emanava un fortissimo odore di smalti e vernici e sbirciando dalla finestra da cui sono usciti ho intravisto una scrivania  in legno grezzo piena di barattoli di latta e pennelli.


Inoltre non manco mai di dare un'occhio alle piante e ai fiori che incontro e a Belforte del Chienti ho trovato una serie di stupende piate grasse messe a decorare il muretto di confine di una casa.



Un'altra mia fissazione fotografica sono i portoni di legno vecchi e rovinati e chi ha visitato anche solo l'home page del mio sito personale se ne è decisamente accorto! Li trovo stupendi (soprattutto quelli a cui si sta sgretolando la vernice rivelando i disegni e le linee del legno sottostante) e questi paesini ne sono naturalmente pieni. So che sono rovinati e avrebbero bisogno di essere riverniciati ma da parte mia spero non vengano mai risitemati!

  
Lungo il percorso ho avuto modo di vedere molti colori ma sicuramente i dominanti erano il giallo, il verde e il viola. Abbiamo notato una quantità enorme di campi coltivati pieni di fiorellini gialli limone e molti fiori, di cui non conosco il nome, nati spontaneamente ai bordi delle strade di campagna...inutile dire che ne abbiamo raccolti un po' per riempire il vaso vuoto nell'ingresso di casa, anche se di certo in questo periodo il colore lilla non ci manca...abbiamo un enorme glicine fiorito arrampicato su tutta la ringhiera del giardino!

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giovedì 3 marzo 2011

Mousse allo yogurt greco con miele di castagno e frutta secca


Oggi pomeriggio sono rimasta sempre a casa  e per colpa di questo tempaccio che non mi fa vivere tranquilla da giorni, sentivo il bisogno di qualcosa che mi tirasse su il morale. Così mi sono buttata su una bella merenda nutriente, sana e che mi ricorda tanto la Grecia e il sole: yogurt greco, miele e frutta. Sono una grande fan della cucina greca ed in primis del loro yogurt. Ogni volta che lo trovo al supermecato non resisto e ne compro svariati vasetti. Data la stagione l'ho voluto abbinare a della frutta secca che avevo in casa  (noci e mandorle). Ho preso il miele di castagno per due motivi: innanzitutto perchè è un tipo di miele che non cristallizza e rimane sempre liquido (il che è perfetto per usarlo anche a scopo decorativo facendolo colare con un dosa-miele) e poi perchè è il più amaro tra tutte le varietà esistenti (amaro sempre per quanto può essere amaro un prodotto composto da 3 tipi di zuccheri!). Il sapore decisamente particolare e l'odore intenso che ricorda quello del legno non lo rendono adatto a dolcificare, ma piuttosto a insaporire o aromatizzare o, meglio ancora, al consumo tale e quale sul pane o con il burro. E'  perfetto per abbinamenti da degustazione, assieme a formaggi stagionati come il parmigiano o con carni forti. In questo caso l'ho scelto perchè non volevo creare una mousse troppo dolce ma piuttosto mantenere un minimo dell'amarognolo e dell'aspro tipici dello yogurt magro.


Dosi per : 1 coppetta      Difficoltà : facilissima    Tempo : 5 min
Ingredienti :
  • un vasetto di yogurt grego da 150 gr
  • 50 ml di panna non zuccherata
  • 2 cucchiai di zucchero a velo
  • 2 noci
  • 6 mandorle
  • miele di castagno
Procedimento :
Montate la panna con lo zucchero senza renderla troppo ferma, aggiungete lo yogurt e mescolate con cura. Tritate i gherigli delle noci e metà delle mandorle. Versate nella coppa metà della mousse, metà del trito di noci e mandorle e fate colare un po' di miele. Coprite con l'altra metà della mousse e decorate con il restate trito,le mandorle intere e altro miele fatto scendere a filo.

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mercoledì 22 dicembre 2010

Lassì alle spezie


Fuori fa freddo e tra due giorni è Natale...e allora come mi viene in mente di fare un Lassì ???? Non sono pazza (almeno spero), è solo che ogni tanto mi va qualcosa di dissetante e particolare, un po' come è successo con il frullato di pera e cachi l'altro giorno. Ho sempre preparato questa bevanda d'estate con frutta come anguria, melone e fragole, poi ho scoperto che la ricetta originale prevede solo spezie, miele e un pizzico di sale (la versione con la frutta in pratica è una rivisitazione dolce occidentalizzata). Così ho voluto provare...ed è buonissimo! Non è certo adatto a chi non ama sapori particolari e contrastanti o a chi è patriotticamente fedele  ai gusti italiani. E' una bevanda molto rinfrescante a base di yogurt originaria del Punjab, regione dell'India, ed ha varie proprietà benefiche: favorisce la digestione, rafforza la flora intestinale, apporta fermenti lattici vivi, enzimi, calcio, proteine, vitamine del gruppo B. Viene bevuta durante i pasti ed in particolare assieme ai cibi piccanti. 

Dosi per : 2      Difficoltà : super facile     Tempo : 3 min
Ingredienti :
  • 125gr di yogurt greco o di yogurt bianco magro 
  • 1 cucchiaino di miele
  • 6 cubetti di ghiaccio o dell'acqua molto fredda
  • un pizzico di sale
  • cannella
  • noce moscata
  • chiodi di garofano
Procedimento :
Frullate lo yogurt con i cubetti di ghiaccio o con l'acqua. Se avete il frullatore potete permettervi il ghiaccio mentre se utilizzate il minipimer accontentatevi dell'acqua pena la distruzione delle lame del pimer! Utilizzate lo yogurt greco se volete che il lassì sia più denso, quello normale se lo preferite liquido. Aggiungete il miele, le spezie e il sale e frullate ancora un po'. Deve essere bevuto freddo quindi, se ne fate più di quello che vi serve, conservatelo in frigo e  prima di consumarlo mettetelo per un po' in congelatore. Potete servirlo a mo di margarita mettendo del miele sul bordo del bicchiere e facendoci aderire sale o zucchero di canna e spolverare con del cioccolato in polvere non zuccherato.
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